= o , da cui ricavasi c — u -+- (/* igf co». ^ e
ainj
perciò c > u.
Non potrà dunque essere c = «se non nelcaso die sia cos. <p o ; che è quanto dire
allorquando la superficie è orizzontale, o tut-to al più qualora l’angolo (p pochissimo diffe-risce dal retto, come d’ordinario si verificane’ grandi fiumi (a).
6i3. Considerando ancora che lanciato ungalleggiante in un’ acqua corrente, le parti-celle d’acqua da cui esso rimane investitonon sono tutte animate dalla stessa velocità;ma le più vicine al filone sono le più celeridelle lontane, ne consegue che la spinta suc-cederà eccentricamente, ed il galleggiante simuoverà ad un tempo con moto progressivoe con moto rotatorio attorno al suo centrodi gravità, e così muovendosi si avanzerà nelfluido il termine più vicino al filone, e si ri-trarrà indietro il termine opposto. Così vol-tandosi è facile il concepire come il fluidoanteriore urtato obbliquamente lo rispingeràcontinuamente verso il filone, nè cesserà que-sto effetto finché non vi sia giunto intera-mente ( b ).
(a) Venturoli e Masetti ne’luoghi citati.
( b ) Venturoli luogo citato §. 480-