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sone si mantenga costante, l’insegnato artifi-zio varrà per conoscere la relazione tra la ve-locità del filone ed altre esplorate secondodiverse linee parallele al filone medesimo.
6i5. Ne’ galleggianti devesi eziandio avereTignarlo alla forma.
Suppongasi esaedro il galleggiante: sia ildi Ini lato = mi , a la porzione immersa nel-T acqua, b la sporgente dal fluido: sarà la su-perfìcie urtata dalla corrente — ni a, quella chericeverà l’impulso dell’ aria = mb ( §. 6to).
Sia di figura sferica, e pongasi a la saettadella calotta immersa, h quella della calottafuori d’acqua: la superfìcie del primo segmentosupposto r il raggio della sfera, ed il rapportodel diametro alla circonferenza espresso da re ,sarà eguale a zrur m ; quella del secondo egualea iirr b ; ma m — 27r~-, dunque anche in que-sto caso l’area battuta dalla corrente sarà ni a,ed mb quella battuta dall’arii.
Sia per ultimo di forma conica; la cui puntasporga fuori della corrente. Sia a l’altezza deltronco immerso; b l’altezza del cono sporgente;p il raggio della base del primo, e />' ([nello dellabase del secondo: l’angolo K misuri l’inclinazionedel lato del cono riportato all’asse. La superficieconvessa del tronco di cono immerso sarà =
n (p-*~ ì ,L ? e j a SU p ei -fi c ie del cono im-cos. K
merso sarà ^ ; dunque la superficie spinta
cus. K