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e ridottone il moto all’equabilità se ne osservila velocità, siccome pure mediante un galleg-giante semplice si esplori la velocità superfi-ciale.
Se A e B esprimeranno i diametri rispet-tivi delle due palle o globi; V la velocità su-perficiale , c la velocità equabile dello stru-mento, u la velocità della corrente ove trovasiimmerso il corpo più pesante, si avrà la forzacbe accelera la palla A proporzionale ad A 2(V — c) x cbe può farsi (esprimendo con m unaquantità costante ) — m A % (V — cJ*, e la forzache ritarda il corpo B sarà proporzionale a B •*(c — uB che si può far e = tnB A (c — uj 1 . Mail motosupponesi ridotto all’equabilità; sarannole due forze eguali, e perciò si avrà A(y — c)
= B (c — uj e perci ò(I)c
AV
n n
A-t- B
Pertanto conoscendosi le velocità c, edV si giungerà eziandio a conoscere con faci-
lità il valore della velocità u—c( B )— A V.
B
618. Cangiando la lunghezza del filo si potràsuccessivamente esplorare le velocità delle a-cque correnti a diverse profondità sotto la su-perficie.
619. Supponendo eguali le due palle, cioè A=B come, d’ordinario si suole adoperare l’equazio-ne (I) si cangia nella seguente c~ f u )
2, A