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Tomo primo.
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6 Biblioteca della Eloquenza Italiana.

*4 - - - In Venera per Marchio ( cioè Melcbiorre ) Seffa 1534. in 8.*5 - - - Iti Venezia per Domenico Zia ( cioè Giglio ). a tjìanz^adel Seffa 1538. in 8..

e maggiormente per questo suo nobile egrazioso trovato ad commimcm omniumliteratorum utilitatem , come dice Giu-lio IL presso Andrea Chevillicr nella ec-cellente Dissertazione isterica [ Cap. 1.pag. 115.] sopra 1’Origine della stampanella Città di. Parigi .. I Brevi e privi-legi , che Aldo ebbe dagli accennati Pon-tefici , si trovano in. principio della suaprima edizione del Cornucopia di Nicco-lò Perotto Arcivescovo di Manfredonia,fatta, nel? anno 1513. in foglio (a) . Noichiamiamo corsivo, il carattere Aldino ,perché si accosta alla- corrente scritturadella penna, talché i volumi, io questocarattere Aldino stampati , calamo con-scripta effe vìdeantur , dice. il PonteficeGiulio. E tal carattere fu ben. ricevuto,non solo perché imitava lo scritto a ma-

Note di A.po

(a) La PRIMA edizione fatta da Aldodel Cornucopia . del Perotto , non fu quelladel 1513. in carattere corsivo j ma quelladel i4pp. similmente in soglio , nella qua-le Aldo si valse del suo bel carattere ton-do , assai più comodo al? occhio , massi-mamente ne’libri di prima grandezza : on-de non è vero, nè lo può essere che nel-la sua PRIMA edizione del Cornucopia sitrovino i suddetti Brevi Pontifici, che ben-sì nella Seconda si trovano.

(b) Quando il fatto parla incontrario,,le conghietture, per quanto belle e inge-gnose appariscano, sono chimeriche e fal-se, e sen vanno a terra. Due volte furo-no ristampate in ottavo le Regole del For-tunio nelle case de' figliuoli di Aldo -, nongià. appresso , ma avanti la morte del Bem-bo, accaduta nel 1547. In prima nel 1541.e la seconda nel 1545. onde non sussiste ,che con ciò si temesse di disgustarlo . GliStampatori e i Libraj non si fanno scru-polo si facilmente di recar disgusto agliAutori , benché viventi , nella ristampadel?opere, che hanno gran corso , quan-

no, allora, ben fatto ,. ma perché occu-pava poco spazio . Però la sperienza aven-do. poi fatto conoscere, che questo carat-tere Aldino per le opere grosse non erabuono, che stancava la vista, si riserbòai libri di poca mole , ritenendosi per glialtri il tondo , anche dal medesimo Al-do . Questa edizione del libro del Fortu-nio in casa d 'Aldo , fa vedere la stima,che se ne faceva : e dal? esser fatta ap-presso alla morte del Bembo , accadutanel 1547. si vede , che non segui prima pernon disgustarlo (Â)quantunque per avan-ti da altri Stampatori [ non però compa-rabili ad Aldo ] senza tanti riguardi sene fossero fatte le seguenti edizioni.

* 4 Edizione di libri III. inter-polati , e accresciuti da Niccolò Libur-nio ( c ) .,

stoio Zeno.

do ristampandole si tratta del proprio in-teresse e vantaggio.

(c) Ho forte, motivo di credere , chequesta edizione del Seffa non contenga nèun rer-zo libro, nè interpolazioni , nè giun-te , fattevi dal Liburnio , e attribuiteglidal Fontaninì. Il Sesta quattr’anni dopo,cioè. nel 1538. fece. ristampare a sue spe-se da- Domenico Zio , o sia Giglio , le me-desime Regole del Fortunìo , senzachè vifi veggano le suddette interpolazioni etanto cotesta sua ristampa, quanto le al-tre posteriori nulla di più contengono ,.che i II. libri del primo autore . Dope-rà bensì del Liburnio ristampata dal Sestanel suddetto anno 1334. divisa in tre li-bri , non ha che fare con le Regole delFortunio s ed è quella , che porta il se-guente titolo : Le tre Fontane di M, Nic-colò Liburnio in. tre libri divìse , sopra lagramatica & eloquenza ( cioè , facondia )di Dante , Petrarca e Boccaccio . In Vine-gia per Marchio Seffa 1534. in 8. La pri-ma, edizione di queft’opera fu fatta altresìin Vmegia per Gregorio de' Gtegorj izzò. in 4°.