La Gramatica.
* 6 ... in Venezia per Francesco Bindoni j 5 50. } n g.
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L’ edizione Aldina del Fortunìo po-trebbe rinnovarsi con qualche piccolacarezza di persona intendente , la qualeriscontrasse le citazioni : e affinchè des-sero nel? occhio a chi legge , le facessedi carattere diverso dal testo , mentre
Note di A po
* 6 Non più di sei sono le edizioni diquest’ opera del fortunìo ,-ripor rate da Mon-signore . F.ccone un catalogo pii, copiosoed esatto, che le sa ascendere ai numerodi quindici; e forse ce ne saranno dell’al-tre , non mettendo in conto le raccoltegramaticali del Sansovino , e dell’ Aroma-tari , dove la medesima sta inserita.
* 1. - - In Ancona -per Bernardino Ver-cellese 151 6. in 4.
* z. - - In Milano per Giovanni Scin-zenzeler 1517. in 4.
* 3. - - ( Mediolani ) ex officina Minu-tiana 1Z17. in 8.
*4 . - - In Venezia per Benedetto e Ago-stino Bindoni 1524. in 8.
*5 . - - In Venezia per Francesco ( nonGiovanni') Garone 1527. in 8.
* 6 . - - In Vinegia per Marchiò Sejsain 8. senAanno.
* 7. - - In Vinegia per Piero Niccolinida Sabbio a infìanza di Melcbiorre Sejsa1533. in 8-
* 8. - - E ivi per Melcbiorre Sejsa ( sen-za interpolazioni , o giunte) 1534. in 8.
* p. - - E ivi per Domenico Zio e fra-telli Veneziani 1538. in 8.
* io. - - E per Francesco Bindoni , eMafeo Pasini compagni 15zp. in 8.
* 11. - — E in .Vinegia nelle case de' fi-gliuoli di .Aldo 1541 - in 8.
* 12. - - Ivi, come sopra, 1545. in 8.
* 13. - - E ivi per Francesco Bindoni eMafeo Pasini 1550. in 8.
* 14. — E ivi per Giovanni Padovano1351. in 8.
* 15. - - E ivi nelle Case de'figliuoli diAldo izza. in 8.
Gìansrancesco Fortunio, Schiavone di na-scita, ma non so di qual luogo, fu disce-
ora , che il tondo è ritornato in ufo ,il corsivo non suole adoperarsi comune-mente , .fuorché nei passi delle citazionie in cose notabili, e talvolta nelle pre-fazioni , e dedicatorie de’ libri.
stolo Zeno.
polo di Marcantonio Sabellico. La sua pro-fessione è stata la giurisprudenza . Trattòcaute per qualche tempo nel foro Vene-ziano . L’ ore oziose , che dal!’ eserciziodelle leggi civili gli venivan concedute ,erano impiegate da lui nella lettura diDante, de 1 Petrarca, e del Boccaccio , .eda queste fonti trasse le regole di quellagramatica volgare , eh’egli pensava disten-dere a cinque libri, ma per timore di es-ser prevenuto dal Bembo e da altri, e diperder con ciò la gloria d’esser il primo,sì affrettò a darne fuori due soli, che po-scia dai rimanenti non furono mai segui-tati . In questi due primi libri è stato suointendimento d’ insegnare il modo di di-rittamente parlare , e di -correttamente scri-vere . Oggidì è caduta come nel? oblivio-ne la sua fatica, o perché lasciata imper-fetta , o perché oscurata da quegli , chemeglio e pii, pienamente scrissero dietro alui . L’anno preciso della sua compasso,nevol morte mi è ascoso : non cosi il luo-go, né il modo. Essendo Podestà di Anco-na , qua de causa mente captus ignoratursi precipitò giù dalla finestra del PalazzoPretorio nella pubblica piazza, se pure adaltri non dee imputarsi ? esecrabil delit-to . Gio. Pierio Valeriano ( De infelicit. lit-terator. lib.I. pag. 43.) neha lasciata a’po-steri del? atroce successo la ricordanza .Cum Fortunius Anconitana Civitatis Pnetoreffet , quod munus honejìijfime sapientiffi-meque , ut Anconitani teflantur , exequeba-tur , repente repentet ejì in Pratoria plateade Palatii feneslris lapsus , ignorato auSlo-re , cum tamen .Anconitani pradicent eumfurore quodam concitum sponte sese dedisseprrecipìtem .
* (Le)