LaGramatica. 9
stato creato Sommo Pontefice , e detto Papa Clemente VII. divisein tre libri . In Vinegia per Giovanni Tacuino 1525. i n soglio.
Da quanto dicemmo addietro {pag. 280.)si vede, che il Bemba impiegò più di tre-
Note vi Avo
tica di M. Francesco Fortunio, il quale ve-ramente in picciol campo emmi parato dili-gente affai : ma pure se il prelibato Scrit-tore avesse potuto in piti ai quattro parti(a sua gramatica dividere , e con fondataragione , rimetto al di' altrui giudizio . Nonè credibile, che un tal lavoro del Libur-nio non solfe a notizia del Bembo : anzi
10 stimo , che anche di esso , non menoche del Fortunio egli intendesse di parlarein quella lettera, citata dal Fontanini piùsopra : Perche sono ALQUANTI , dice ilBembo (pag. zór.) che ORA ( cioè nel 1512.che è la data di essa lettera) scrivono del-la LINGUA VOLGARE ec. Quel suo direALQUANTI non si può ristrignere al soloFortunio , ma conviene aggiugnervi anche
11 Liburnìo , che poi uscì per secondo in sìfatto arringo, e forse ancora quel Girola-mo Ciancio , da Imola , che nel 1520. enel 1521. appiccò al VAmeto e ali 'AmorosaVisone del Boccaccio le sue Offervazioni gra-maticali : e qui pure dovrebbe aver luogoil Compendio della volgar gramatica di Mar-cantonio Flaminio , stampato in Bolognaper Girolamo de 1 Benedetti nel 1521. se que-sto Compendio mi fosse giunto alle mani ,onde potesti fondatamente discorrerne.
(«) Venticinque anni, nonché tredici, opoco più furono impiegati dal Bembo nel-lo scrivere e perfezionar le sue Prose. Nel-la Parte II. delle su e Lettere giovanili {InVenezia 1552. in 8. pag. 202. ) una se nelegge , non osservata da Monsignore , indata ai 2. di Settembre nel 1300. nellaquale egli afferma di aver dato principio adalcune notazioni della lingua. Nel 1512. alprimo di Aprile scrive di Roma a M.Tri-fonGabriele ( Lett.volg.Tom.il . Uh. 2. ediz-di Aldo- 1530. pag. 17. 18.) di aver termi-nati i due primi libri delle Prose , e dimandarglieli nello stesso tempo , benchépoco riveduti e ripuliti. Il Bembo adunquediede mano a scrivere delia volgar linguasedici anni avanti, che il Fortunio pubbli-Tomo I.
dici anni in perfezionare la presente ope-ra {a). Questa prima impressione è in bel
casse le sue Regole , e quattr’anni avantidi questa pubblicazione ne avea forniti duelibri , e gli avea mandati a M. Frisone ,non solo acciocché egli li vedesse e consi-derasse, ma insieme li comunicane a Gio-vanni Aurelio , a Niccolò Tiepolo, e ad al-tri periti uomini per averne il loro pare-re . Uscite che furono le sue Prose allastampa nel 1323. fu avvisato il Bembo ,che Pellegrino Moretto Mantovano le avenein alcuni luoghi segnate, e quindi andassespargendo , che egli avesse furate alcunepoche cose al Fortunio: il vero non è così:Anzi le ha egli a me furate (se ne giusti-fica il Bembo in una lettera a BernardoTasso, posta nel III. volume delle lue Let-tere volgari lib.VI. In Venez. per Gualt. Sco-to 1552. in 8. pag. 202. ) con le proprie pa-role , con le quali io le avea scritte in unmio libretto , forse prima che egli sapesseben parlare , non che male scrivere : cheegli vide , & ebbe in mano sua molti gior-ni. Il qual libro io mi profeto di mostrargliogni volta, che egli voglia j e conoscerà se iomerito esser da lui segnato e lacerato in quel-la guisa . Oltre a ciò io potrò farlo parlarcon persone grandi e dignijstme di fede : chehanno da me apparate & udite tutte quellecose , delle quali costui ( il Moretto ) puòragionare di molti e moli 1 anni innanzi che ’lFortunio smetteste ad insegnare altrui quel-lo che egli non sapea . Il libretto qui men-tovato dal Bembo è facil cosa che altronon fosse , se non. quello delle notazionidella Lingua , daini principiato in sua gio-ventù , insino dal!’ anno 1500. nel qualtempo certo è , che al Fortunio non erasaltato in capo di scriver le sue Regole gra-maticalì. Il Bembo era uomo dotto ed in-genuo, e tal non era, che o mentir sapes-se , o avesse bisogno di farsi bello con lepenne altrui, e tanto meno con le cose delFortunio, che in ogni conto andavagli dilungo tratto sì dietro . Al Fortunio e alLiburnìo lasciamo pertanto la gloria di aver8 primi