IX
La G r a
Giolito , come vedremo dappoi O) : el ’Articolo non manca nè pure nella pri-ma edizione degli Asolarti del Bembo ,fatta assai prima di quella delle Prose , daAldo con questo titolo : Gli Asolarti'(ss) ;essendo assioma in Gramatica Italiana ,e propriamente un primo principio, nonda tutti sempre avvertito, che avanti aitìtoli , e ai nomi de’ libri fi debba porre
Note di A-po
notàbile dà un altro titolo a quelle Pro-se : talché, se ci appigliatilo ali’opinionedel Fontanili! , bisognerà cangiarne il ti-tolo intero , e dire col Varchi , Le Prosedella volgar lingua , e non più col Bem-bo, Prose , nelle quali fi ragiona della vol-gar lingua: cambiamento, a mio credere,che non piacerebbe nemmeno ali’Opposi-tore, il quale in tal caso non più à'inav-vertenza avrebbe data al Varchi la taccia,ma bensì di arroganza, e di soverchia ar-ditezza.
(«) Lo stesso fu praticato in altre poste-riori edizioni. Ma l’autorità del Dolce inmateria di lingua non è di gran peso ap-presso gl’intendenti ; e tanto meno a fron-te di un Bembo e di un Varchi ; e bastaleggere quanto han detto diluì il Ruscel-li , ed il Muzio. Oltracciò il Dolce mede-simo non sempre ne’suoi libri praticò que-sta regola , tanto religiosamente qui co-mandata e decisa, come si vede nei duevolumi delle sue Tragedie e Commedie ,stampati dal Giolito nel 15Ó0. intitolan-do semplicemente e quelle e queste, Tra-gedie e Commedie , senza equipaggio Ai ar-ticolo ; e senza articolo pure egli lasciò leRime del Sannazaro , da lui rivedute, nell 1impressione del Giolito 1^59. in iz.
(£) Nel titolo degli Asiani è diverso ilcaso da quel delle Prose, a però corre an-che diversa regola. Prose è un sostantivo,che da sé stesso si regge senz’ altro appog-gio di articolo. Ma Afolani è un aggettivo,che da sè solo nè può , nè dee stare , mapreceduto dal necessario artìcolo fa , chevi si sottintenda un sostantivo, che’l regga.E che ciò vero sia , il Bembo stesso lo di-chiara verso il cominciamento di questasua opera , ove dice di aver raccolto alcu-ni ragionamenti tenuti nel castello di’Asolo.
M A T I C A .
I 1 articolo , quando anche i medesimi ti--tali fossero nomi proprj , qual sarebbe IIDante, a cui si trova preposto l’ artìco-lo , non come alla persona di Dante ,ma come a nome e cognome del librodi Dante , perché in tal caso questo no-me proprio dinota cosa appellativa , qua-le si è il libro (c). A ciò non favorì diriflettere chi dianzi si prese la libertà di
dar
s to lo Zeno.
Il dice adunque , Gli Afolani, a imitazio-ne delle Quistioni Tusculane di Cicerone,delie Notti Astiche di Auso Gesso, delleDìsputazioni Camaldolejì di Cristoforo Lau-dino ec.
(c) Assioma si definisce, Detto comune-mente approvato ; e ove si tratti di Gra-matica Italiana , è propriamente una mas-sima, un primo principio , al quale unifor-memente concorrono il consentimento, ela pratica di que’ valentuomini , che inmateria di lingua sanno autorità, cui sen-za equivalente ragione contrariar non sipossa. Ora quando s’incotitra, che- da mol-ti e molti lodatissimi Scrittori e Maestriavanti ai titoli , e ai nomi de’libri non siastato posto V articolo, pare a me, che V as-sioma Fontaniniano da per sè vada a tetra,e ciascheduno sia in libertà, ed in possessodi non seguirlo.
Oltre alle Prose del Bembo, a sentimen-to comune , della volgar lingua padre emaestro , gli esempi di questa pratica ab-bondano in tal maniera , che nella grancopia non so, nè quali scegliere, nè qualitransandare io mi debba. E primieramen-te produr!ò qu e' titoli, che sono di sole vo-ci sostantive , e che da sè si sostentanosenz’altro accompagnamento.
Prose ( non le Prose ) di M. Agnolo Fi-renzuola , e cosi sta nella edizione tantode ’Giunti 1549. quanto in quella delTor-rentino 1552. in 8.
Rime e Prose (non le Rime e le Prose )di M. Giovanni della Casa , si nella primaedizione di Venezia del Bevilacqua, in 4 -sl anche in tutte le posteriori de’ Giuntidi Firenze in 8.
Rime e Prose di Torquato Tasto ■nellabuona edizione del Vajsalini di Ferrarain 12.
Ri-
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