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Tomo primo.
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La G r a

Timeo, De camerotti ; ma il Tìmeo , ilDecamerone [ Annotaz. sopra il Decamero-ne pag.c>g.]. Però in una edizione di Fi-renze presso i Giunti si legge, Il Gala-teo con Varticolo , e non senza. Così pa-rimente diciamo , il Virgilio del Farna-bio , P Orlando dell’ Arioso , il Goffredodel Tasso , il Taso del Caselli , il Dantedella Crusca : e se noi lo diciamo in vo-ce, dobbiamo ancora scriverlo in carta,per esser primo principio, che si scriva,

Note di Apo

Il Morgante, L’Aminta: sopra di che perl’ima e per l’altra parte non mancano au-torità , ed esempi , che ne stabiliscono lavicendevole pratica. Per ben deciderne laquistione , dirò, che somiglianti titoli di no-mi pnprj possono considerarsi e prendersiin due significati ; o quando per essi nomiproprj s’intende qualche altra cosa , comeavverte il Salvimi (Avvertimenti tom. II.pag. 104.) ; o quando fi prendono per que'veri nomi , donde il libro , come dal suoprincipal personaggio, che vi è introdotto,viene denominato . Nel poema di Dante ,impresso in Venezia nel izzz. leggesi sem-plicemente , DANTE , e ci sta benissimo ,come nome proprio del Poeta . Nella edi-zione di Lione , fattane dal Turnes , staimpresso, IL DANTE; e qui pure il tito-lo cammina assai bene, significando il poe-ma , e non la persona dì Dante . Cosi ilSacchetti nella Novella CXIV. dice di unfabbro Fiorentino , cantava IL DANTE .Cosi pure nella prima delle Lettere delbeato Giovanni dalle Celle ( ediz. di Fir.pag. iz. ) si legge : Hai IL BOEZIO ; epiù sotto (pag. 14.): Priegoti che mi man-di IL BOEZIO , cioè il libro di Boezio .Cosi ancora, quando diciamo UMorgante,il Filoftrato, il Goffredo, intenderemo, cheper tal nomi sia significato il poema delMorgante , del Filoftrato , del Goffredo. Maquando diremo nudamente, Morgante, Fi-loftrato, Goffredo , intenderemo significarsiin tal guisa il nome proprio di costoro, co-me di principali soggetti, de'quali in que’poemi si tratta . Lo stesso che si decide in-torno ai titoli dei poemi epici , dee appli-carsi ancora agli scenici, i quali fono inti-tolati dal loro protagonifta, o da altro par-

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come regolarmente si parla . Queste coseparranno forse troppo minute ; ma ellenon parvero tali ai Deputati [ Avverti-menti tom. II. Uh. II. c. xiii. pag. 104. Jnè al Cavalier Sdiviati, i quali si miseroa divisarne espressamente ne’loro scritti.Il Bembo in questo proposito insegna ,[ Prose lib. II. p. 103. ediz. 1. del Dolce ]che simili avvertimenti , comechc avutisopra leggiere e minute cose , pure son tali ,che raccolti , molto adoperano , cioè servono.

stolo Zeno.

ti colar personaggio , che vi è introdotto .Di quelli e di questi eccone approvatiflìmiesempj.

Orlando innamorato del Bojardo rifattodal Berni, in tutte l’edizioni.

Orlando furioso dell 'Ariosto nelle miglio-ri impressioni.

Ciriffo Calvaneo di Luca Pulci , edizio-ni di Firenze e di Venezia in 4.

Goffredo di Torquato Tasso , nelle edi-zioni di Ferrara , approvate dal CavalierGuarini.

Morgante maggiore di Luigi Pulci , nel-le vecchie impressioni, e in quella corret-ta dal Domenichi. Nelle due Fiorentine delSermartelli leggesi veramente al di fuori ,Il Morgante maggiore, ma poi di dentro nelprincipio dell’opera sta impresso, Morgan-te maggiore, senza V articolo.

Antigona, Tragedia di Luigi Alamanni.

Rosmunda , Tragedia dì Giovanni Ru-cellai .

Andosto , Commedia di Lorenzino de’Medici .

Clizia , Commedia di Niccolò Machia-velli .

Calandra, Commedia di Bernardo Divi-zio da Bibiena; e cosi moltissime altre.

Un’ altra osservazione necessaria a farsiè intorno a certe opere , che prendono iltitolo da soprannomi o cognomi gentilizj , îquali non godono il privilegio, che godonoi nomi proprj, di andar disgiunti àtAV arti-colo, avendolo affisso di lor natura, e perproprietà di favella. Cosi troviamo costan-temente scritto, Il Gello del Giambullari rIl Cesano del T olomei, BFrcolano del Var-chi , Il Turammo del Batgagli, L caval-letta, e altri Dialoghi à'iTorquatoTaffo ,ec.