14 Biblioteca della Eloquenza Italiana.
* 2 - - - Prose di Monsignor Bembo . In Vinegta per FrancescoMarcolini 1538. in 4.
Non sono in ottavo , come parve ataluno , il che accenno , perché non sicreda, che io sbagli (a) . Il Marcolininella feccia seconda rimediò alla mancan-za dell' artìcolo nella prima , dicendo ,Nelle Prose [ con quel che segue ] libri III,edizione 11 .( 0 ). Ella è rara, di caratterecorsivo , e proprio del Marcolini , il qualsolo, e non altri, ne avea le madri. IlSignor Gennaro G intimili , letterato , emedico insigne , ha un esemplare di que-sta edizione II. con molte note nel mar-
gine , attentamente scrittevi da personaFiorentina , intendente , spassionata , eammiratrice del libro del Bembo. Unadi queste note mi par degna di esser quiregistrata. Il Bembo avea scritto nel li-bro 1.'pa%. 36. edìz. 1. del Dolce non po-tersi dire ; che sta VERAMENTE lin-gua [ cioè nobile , fecondo il Varchi ]alcuna favella , che non ha scrittore . L'autor delle note cosi la discorre nel mar-gine : [ Ercolano pag. 161. edìz. nuova ]Sicché lingua è quella , che ha scrittore .
Adun-
Note di Apostolo Zeno.
Alcuni da non molti anni in qua han co-minciato ad allegar gli Scrittori pervia disoli cognomi , senza prepor loro V articolo, di-cendo Petavio, Scalìgero, Petrarca ec. Macostoro peccano contro la regola , e non sonoda imitarsi . Gregorio de' Gregarj, Stampa-mi? Veneziano, impresse il Canzoniere delPetrarca nel 1523. e altro non vi pose pertitolo, se non, PETRARCA', ma non ebbechi in ciò lo seguitasse , o ’l lodasse ; poi-ché prendasi per tìtolo del libro , o percognome del Poeta , si dirà sempre, Il Pe-trarca .
Ma per finire una volta questa oramaidi soverchio lunga , e forse anche stucche-vole annotazione , concluderò col dire, che,se a Monsignor Fontanìni son piaciuti, o achi che sìa dopo lui piaceranno i titoli deilibri, anzi di articoli corredati, che privi,io non sarò per fargliene lite, avvertendo-lo solamente , col parere dei Deputati5.) che le lingue son più dalla natu-ra , e dati' uso , che Hall’ elezione , e che noniftà a due 0 tre il dare la cittadinanza alleparole , e ai modi del favellare ; e chesenza prendersi molta briga per cose che po-co montano , egli è bene lasciar correr ilmondo come F abbiamo trovato .
(a) Monsgnore ha ragione . Il TAL-UNO son IO. L’edizione è in quarto , nonin ottavo . Io allora la tenea sotto l’oc-chio , come ora sul mio tavolino ; e purelo sbaglio mi sfuggì dalla penna in unadelle mie Note alla Gita del Bembo, scrit-
ta latinamente dal Casa , e preposta allaStoria Veneziana di lui stampata qui dalLovisa . Me gli confesso tenuto deli’aver-mi fatto accorto di così grave errore . Nondovrà pertanto ad alcuno parere strano ,quando nel proseguimento deli' opera a meavvenga riconvenirlo di simili sbagli , ne’quali tanto gli preme dì non incorrere .
(ó) Il Marcolini lasciò, come stava ,il tìtolo nella faccia prima , perché sape-va , che cosi il Bembo avea scritto : neltitolo poi della faccia seconda disse , Del-le Prose ( con quel che segue ) libri III.edizione IL perché così richiedeva , e nonaltrimenti , la costruzione gramaticale .Infatti il dir quivi, Dì Prose e. c. libri III.edizione II. per niun verso poteva corre-re senza gravissimo fallo . Ciò fece per-tanto non per rimediare alla mancanzadell’ articolo _>• ma il Fece con una varia-zione necessaria per dinotare , che quel-la era la seconda edizione delle Prose delBembo .. Che se una tal variazione aves-se a concepirsi come un rimedio , conver-rebbe dire , che il Bembo medesimo si fos-se accorto del fallo corso nel primo tito-lo , e che vi rimediasse nell’altra faccia,ove alle sue Prose si dà cominciamento ,col porvi un altro titolo , che è questo :Dì M. Pietro Bembo a Monsignor M. Giu-lio de ’ Medici deliavolgar lingua libro pri-mo : cambiamento imputatogli a difettodal sottilissimo Caflelvetro nella Giunta allibro I. pag.113. delle Prose suddette.
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