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Tomo primo.
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Biblioteca della Eloquenza Italiana.

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L’Ercolano , Dialogo di Benedetto Varchi , nel qual si ra-giona delle lingue, e in particolare della Toscana e del-

Note di Apostolo Zeno.

,che uno stesso autore corregga e ritrattiin un’opera ciò, che poco avvertitamentegli è sfuggito di penna in un’altra ? Pertralasciare gì’infiniti esempi, che in similcaso qui allegar fi potrei,dono, altri nonne addurrò, se non i vostri, oMonsigno-re Arcivescovo di Ancira : che a voi pureè forza, che questa volta il mio ragionarsi rivolga, poiché fa a voi tanta difficol-tà il riconoscere in Dante una debolezzaumana , a tanti altri grand’ uomini assaicomune. Nel vostr oAmintadifeso^pag.ióp.dell' ediz-Romana) voi asseriste, che !'Au-tore del Poema del Quadrtreglo sia statoNiccolò Malpigbi Bolognesej e poi avvedu-tovi delio sbaglio, lo assegnaste nella vo-stra "Eloquenza (pag. 70. e 579. ) a FederigoBrezzi Vescovo diFo/igno, suo vero autore.Ne\\’Aminta altresì ( pag.zó 5.) vi avan-zaste francamente a dire, che \\ volgariz-zamento della Guerra di Troja di Guidodalle Colonne Messinese era lavoro del me-desimo Guido , il quale latinamente assaiprima avea dettata quell’opera - , e poi nell’Eloquenza (pag. 659.) non vi fate scrupo-lo di attribuirla a un Ceffi Fiorentino ,ovvero ad un Ventura Sancse . Nella pri-ma edizione della vostra Eloquenza (pag.Špl)vi cascò dalla penna , che la Tebatde diStazio , tradotta da Giacinto Nini , fossein ottava rima’, e poi nella moderna im-pressione (pag. 402.) !’ altrui amichevoleavviso vi se’ cangiar di parere, e dirla ,com’è di fatto, tradotta in verso sciolto.Lo stesso amico vi avverti dell’ errore davoi commesso intorno ai Sermoni di SantoEfremSiro, del cui volgarizzamento nellaprima edizione {pag.141.') faceste autoreAmbrogio Camaldolese : ma poi meglio il-luminato, vi correggeste s.pag-1 41.) resti-tuendone la gloria al vero suo traduttore,Lodovico degli Orcinuovi Camaldolese , elasciando ali’ Abate Ambrogio quella diaverli traslatati di greco in latino . Main qtiest’Opera medesima àe\\'Eloquenza ,secondo la nuova impressione, da voi ri-conosciuta sola per vostra , quante nonsono le cose avanzate in un luogo in unamaniera, e poi ridette in un’altra, a voi

stesso contradicendo ? Basterà qui l’accen-narne due o tre soli esempi, che poi aluogo opportuno saranno posti ad esame,per vedere in qual d’ essi vi apponghiateal vero, e in quale anche al salso. Orane date MatteoVillani per figliuolo di Gio-vanni (pag.p^.) ; ora per fratello (pag.óool) ..Ora volete, che Girolamo Muzio stanatonel 1497. ( pag. 298. ) ; ora ne fissate lanascita nel 1495. (pag.691.') Ma intornoa Monsignor Daniello Barbaro , quali con-tradizioni non si leggono nella vostratanto sudata Eloquenza ? In un luogo voidite (pag. 319.) che egli nacque nel 1514.o sia nel 1513. secondo loctile Veneziano,e che mori d’anni 55. nel 15Ò9. Altrovepoi (pag. 6 $8.) vi è partito miglior consi-glio lo stabilire il nascimento nel 1513.dell'Era volgare, e riferirne la morte ali’anno 1574. in età d’anni di. Ma quale diqueste date è la vera? Nessuna, e lo mo-strerò a tempo e luogo. Tralascio di men-tovare il vecchio Alno, da voi primamen-te creduto (pag. 303.) da Basano nelTiv-vigiano , e poi conosciuto (pag, ^j.eópól)efler lui da Basfiano presso a Sermonetanel Lazio : e questo basti per ora su talproposito.

(*) Siccome il presente Dialogo , dettoV Ercolino dal cognome di Cesare Ercola-no , con cui Lelio Banfi riferisce a DonVincenzio Borghmi , che il Varchi tenutolo avesse, e ciò su nella sua villetta del-la Tepaja , donatagli dal Duca Cosimo 3non uscì alle stampe, se non dopo la mor-te del Caro e del Varchi 3 cosi la Corre-zione , e la Vaxchina , con le quali scrit-ture impugnarono lo stesso Dialogo il Ca-stelvetro, ed il Muzio, non furono pubbli-cate, se non dopo la loro morte. Loren-zo Lenzi Vescovo di Fermo, e Don Silva-no Razzi, Monaco Camaldolese, esecutoritestamentari del Varchi , fecero stamparenel 1570. V Ercolano, ricorrerti) da lui me-desimo avanti la sua morte. In esso, frale altre cose (pag. 381. e segg. dell' ediz .1730.) egli nomina alcuni insigni lettera-ti Italiani, che aveano preso a far guerraalla nostra e lor lingua , la quale eoa

i’ esera-