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Tomo primo.
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rj 5 Biblioteca della Eloquenza Italiana.

Ro degno Prelato una Egloga latina pa-slorale (opta la morte di Giulio II. innome suo dedicata al Cardinale Lionar-do della Rovere Vescovo Agennense informa quarta , e senza luogo , nè anno ,benché si riconosca stampata in Romada Jacopo Mazocbio ? Sotto nome del ri-nomato Monsignore Oljienio uscirono alfilo tempo alcuni fogli di pagine 19. conquesto titolo : Difsertatio Luca Holfteniiin libellum Cbrisopbori Roncami ad san-(lijsmum Dominami nofimm UrbanumVili. Roma ex typis Vaticanis 1640.fuperiomm permijju in quarto. L’assun-to è di provare, che gli Ambasciadori ,i. quali ne’ luoghi del Prìncipe , a cuisono mandati , commettono scelleraggi-ni , non possano eslèr puniti dal Princi-pe stesso , come gli altri, il che sostene-va il Ronconi. Questi fogli nel Catalo-go della Biblioteca Barberina si diconoestere impostura larvati nebidonìs . Masarebbe cosa molto curiosa , che ristam-pandosi tutte in un corpo le opere dell 1Oljienio, vi si mettesse ancor questa persua , e che similmente in quelle del Car-dinal Noris s inserisse la fìnta Palinodia,la quale , come sua propria , si vide spar-la da' suoi malevoli, ma da lui rifiutata .Questo discorso in favore del Vi da , dell’Oljienio , e del Noris , cammina ugual-mente in favore del Bembo , dappoichési trova nel suo Tosamento , citato nelBreve di Paolo III. aver lui nominata-mente espresse a’ suoi Comminar) le ope-re sue , le quali intendeva, che si deste-rò in luce , ovvero che lì ristampastè-ro , siccome realmente cominciò a farsiin Roma presso il Dorico, e in Veneziapresso il Manuzio con la privativa delBreve di Paolo III. Nè al certo, a pa-rer mio, senza gravissimo oltraggio , alui si possono attribuire componimenti olatini , o volgari , diversi da questi , eper sentimento di tutte le persone' ono-rate , scandalosi, e obbrobriosi al suo gra-do , e di natura loro in ogni luogo e

tempo biasimevoli per diritto di legalee Cristiana onesà : che è chiamata san-ta dal Tasso : santa onesà [ Gerufal.Canto II. St. 57.] : e qui da’ particola-ri ne rimane ancora violato il jus gen-tium . Qualche simil cosa dirò altrovedel Petrarca , del Casa , del Sannazaro,e del Trissino. Debbo parimente avver-tire , che in regola non solo di buonamorale Crisiana, ma civile ancora , lecose malvagie , e in un secolo corrottoeziandio vere, ma poi giustamente sep-pellite , non si deono con reo pretestodi fare edizioni compite ( ma scandalose ) •rimetter suora per buone in tempo mi-gliore , e in onta ed infamia di, chi nonè in istato , nè in luogo di poter par-lare , e che, se ci fosse, arrossirebbe invederle a sé attribuite-, dovendo con ne-cessario pentimento arrostirne chi vuolsalvarsi , mentre le colpe nel supremotribunale non si rimettono per altra via,che per questa. Simili stampe, dalle qualinon ne nasce mai bene , ma sempredanno e pregiudicio alla religione , non-ché al decoro d’intera e illustre nazio-ne , servono, con disgusto de’ buoni , adar corpo alle male voci degli Eretici ,già sparse in libri , pur troppo noti achi ha senso di leggere per istruirsi nelbene, e per avere in orrore il male, eil pericolo di corruttela ne’ nostri Catto-lici, potendosi qui molto a proposito di-mandare con Giovanni Saresberienfe ,Vescovo insigne, nel libro 1. del suo Po-licratico in fine del capo vnt. nempe quincquitiam sovet , esne bonus ? Perciònon par degno di scusa chi frettolosa-mente corse il primo a dar pronta ap-provazione per la stampa di cose tali, nèchi maliziosamente la estorse . Ma oranon essendoci altro rimedio, che quello,il quale dirò più avanti, questo sia dettoper una tal quale difesa dell’ onor pubbli-co , la cui salvezza dee premere a ognigalantuomo.

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