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Tomo primo.
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248 Biblioteca della. Eloquenza Italiana.'

Apostolo , e di paragonarlo nel? arditez-za ad Euripide . Gesù Maria dove maigiunge la malvagità, degli Apostati ! Epure costui ha trovata persona così in-trepida , che si è messa a darcelo perCattolico in onta della làuta RomanaChiesa , che non lo vuole , dopo avercondannati i suoi libri con questo decre-to : Ludovici Castelvetri t opera omnìa .E costui non fu Eretico , al dire del suoPanegirista e gran difensore delle buonecause, simili a questa : il quale [ Operecritiche pag .44. ] ancor se la piglia contrachi fece l’indice alla Storia del CardinalPallavicino della edizione I. dove il Ca-stelvetro fu onorato col titolo di aposta-ta dalla Cattolica Religione , perché forsenon si trova il corpo ciel delitto nelle sueopere ! Di qui si vede con quanta ragio-ne il Muzio nelle Battaglie [ cap. io.pag. 5 5- J ■> dopo riferito il motto delCiz-stelvetro , altrove accennato , contro aliaconfessione auriculare , da lui data perviolenta nel? affermare , che sotto il Pa-pa altri è COSTRETTO « CONFES-SARSI , giudicò il motto per somma-mente empio, essendo simile a un altrodell’ Apostata Vergerlo [ Correzione dell’Ercolano del Varchi pag. 247. ] presso ilMuzio stesso nel? addotta Lettera a Pao-lo IV. [ Lettere cattoliche /E.188. s do-ve quegli pure diede alla confessione il ti-tolo di tirannica [ Correzione pag. 9 < 5 . ] .Ma questo motto del Castelvetro controalla confessione non bastava, se nel librostesso , dove lo mise , non ne mettevaun altro contro al Prijnato del,. Papa, eal fao Vicariato supremo, istituito da Ge-sù Cristo . Il motto è questo : Paolo III.Farnese voleva esser tenuto successore diSan Pietro , che su Giudeo : e ciò senti-remo da lui replicarsi nelle sue note alPetrarca . E il Castelvetro non fu ere-tico ! Tanaquillo Eabro sopra Longinopag. 282. della sua edizione diSalmurio,taccia giustamente tigone Grazio per averlodato il divino legislatore Mosè dal? in-gegno , quasiché avesse parlato di suo

proprio talento , e non già per ispirazio-ne di Dio , vir minime vulgaris inge-nti . Queste fono le parole stesse del Gra-zio , alle quali soggiunge il labro : nonplacet , ncque cnim stne periculo & su-spicione , Moses ab ingenio laudaci po-test . Così è . E poi con assistenza diavvocati e di panegiristi, dal Castelvetro,perché egli é il Castelvetro , potrà darsidell 'ardito a San Paolo Apostolo, ugual-mente ispirato da Dio l Da quel soloprimiero motto del Castelvetro il Muzioraccolse, lui dolersi a torto , che gli fie-no state fatte persecuzioni , perché quellenon sono persecuzioni y ma lievi gaftiga-turc . Aggiunge il Muzio di aver sapu-to , che nella sua -Irte Poetica non vimancano di tali , e di PILF APERTImotti y ma che per esserle state tagliatele gambe , ella non era a casa sua anco-ra arrivata y donde apparisce , che ilMuzio , flagello degli Apostati dalla Fe-de cattolica, era disposto a scrivere con-tro ali’ eresie , seminate dal Castelvetronella sua Poetica , se non gli era pei; viag-gio arrestata . Il Muzio poi conclude conqueste parole : a me tanto basta , scrittoestendo nella Cristiana legge , che chi inuna cosa pecca , di tutte è fatto colpevo-le . Di altre eresie, sparse a larga manodal Castelvetro nelle sue note al Petrar-ca , mi riserbo a parlare un poco piòavanti , perché si vegga la sua perfidiacontra i principali dogmi della Fede cat-tolica : e tutto ciò egli sparse da grantristo per via di -motti, come più accon-ci a insinuarsi senza lungo discorso , iquali poi non essendo molto difficili aemendarsi , e a cancellarsi da’ suoi libri ,fu loro d’ ordine de’ Sommi Pontefici ap-posto il divieto, che non si possano leg-gere , nifi prius repurgentur , come stase ritto nel? Indice di Pio IV. [ pag. 29.]accresciuto da Sisto V. e promulgato daClemente Vili. la quale emenda perònon è mai seguita . I luoghi velenosi ,già segnati da Giammai-ia Brafichellenfe ,maestro del sacro Palazzo, e poi Vescovo

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