La Po
eli Polignano, fi trovano nel? Indice de’libri proibiti, daespurgarsi^ [ pag.6 53. ] .Ho chiamato Panegirica PAvvocato delCastelvetro , come lo chiama anche ilSignor Abate Bonari nella sua prefazio-ne alla ristampa del? Ercolano àd Var-chi [ pag. xlv. ], essendo veramente gra-ziosa questa nuova invenzione di difen-dere altrui , e specialmente gli Apostatidalla Fede , per via di Panegirici, e sen-za mai citare altre persone, che quellestesse , in tal guisa lodate e difese , econ dir male delle altre , a quelle op-poste . Ottavio Rossi nelle Lettere, stam-pate in Brescia da Bartolommeo Fonta-na 1621. in ottavo pag. 2. da buon cat-tolico e letterato scrive a Francesco Smi-no da Salò con molto disprezzo del Ca-stelvetro , e della sua Poetica , scusandosidi non poter mandargliela, come di scrit-tore eretico , dì cui Ji è ristretta la licen-za in Roma . Da ciò si vede , che questielogi non si ritrovano nel solo Indicedell' IJbria del Cardinal Pallavicino ,come dianzi fu scritto con molto incon-siderata irriverenza . Bernardino Parte-nio , interprete di Orazio , e Antonio Ric-cobono della Poetica di Arìstctile , feceroparticolare studio di confutare i sofismidel Castelvetro , asserendo il Riccobononel bel principio del suo Contento, checolui si era sforzato di oscurare il testo ,ei tenebrar offundere , imbrogliandolo ,dum explicari condtus est , e rendendoloexplicatione indìgentem , itav.t propteracutijfimas ejus dubitationes nulla nuncars propemodum effe .perturbatior atqucadeo difficilior & confufior effe videatur .In fine dichiara di non aver preso a con-futare omnia Caflelvetrii commenta , co-sa troppo lunga e inutile, quod longiusfonasse fuiffet , quant utilius . Il giàdetto Ottavio Rossi in altra delle sue Let-tere ad Andrea Chiocco pag. 299. nomi-na le fatiche del Maggi contra il Ca-stelvetro .
Ora dopo aver parlato dell' Èrcste ,sparse dal Castelvetro nella sua Poetica ,
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dirò in quanto al rimanente , che ellaè un aggregato di varie e inutili sotti-gliezze , cioè di sofismi alla maniera diPietro Ispano , come il Borghinì ebbea dire delle sue Giunte gramaticali alleProse del Bembo. Trovavasi egli in Lio-ne tra gli Ugonotti , specialmente Italia-ni suoi confidenti , allora annidati inquella Città , quando accesosi il fuoconella sua casa , egli si mise a gridare tla Poetica , la Poetica , salvatemi la Poe-tica [ Opere critiche pag. 45. 4 6. — Cor-rezione pag. 5.] . Così racconta EgidioMendgio [ Menapiana tomoli, pag. 82.}edizione II. ] . Ma quando ella si fosseanche abbruciata, non ne sarebbe venu-to gran danno alla Repubblica lettera-ria , e si sarebbe sorse potuto campareanche senza cotesta Poetica . Il Menagio
10 dà per autore ' oscurissimo , e che haquesta virtù di non mai portare, se nonla metà de’passi che cita ; anziché tal-volta non ne riporta se non le primeparole, le quali non fanno per lui, com-prendendo il rimanente con un & ce-lerà . Il suo vizio dominante è il sofis-ma ; onde Gianluigi Balzac nelle Lette-re a G«>. Capellano [ Lib. XXI. lett.v.Ocuvres tomo I. pag. 813. ] , lo taccia ,corde dato soverchiamente alle conten-ziose e vane sottigliezze , e quello cheè peggio , come nemico pubblico , chenon può soffrire il merito e la fama dichi che sta . In questo il Balzac si ac-corda col Tasso [ Lettere poetiche p. 64.J
11 qual pure avvertiste, che sempre frale sue opinioni mescola un non so che diritroso e di fantastico . Lascio dì ragio-nare [ segue il Tasso ] di quella sua rab-bia di morder ciascuno ; che questo è vi-zio dell appetito , non dell intelletto . IlBalzac aggiunge , che il Caro è più ono-rato del suo avversario. E certo per co-noscerlo , basta aprir le sue Lettere , evedere il conto, che di lui fece OnosrioPanvinió nel Lomento ai Fasti conso-lari [ Fasti Lib.l. p. 403. ediz.l. Valgristi]Hannibal Carus , vir ingenio , sudicio ,
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