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Tomo primo.
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250 Biblioteca della Eloquenza Italiana.

(*) Discorsi poetici in difesa di Aristotele, di Francesco Buon-amici (contra Lodovico Castelvetro). InFiren^e per Gior-gio Mare scotti 1597. in 4.

varia eruditionc , diligentia , probitate ,morumque suavitate prastantistlmus . Edopo averlo esaltato , come perito dell'antichità Romane , e gran raccogli tor dimedaglie , da lui generosamente comu-nicate ad esso Panvinio , promette diparlarne altrove diffusamente : cctcmm inhujus viri laudibus, velati in vastissimopelago , erit aliud tempus , quo vela pan-dore licebit , & nos totos prosterrimeeaura committcre , scribcreque de eo , quummulta , tum maxima . Obiter enim deejus virtute verba faccre nefas pene effeexistimo . Niun galantuomo ha mai da-te sì fatte lodi al Castelvetro , il qualeal Caro in nulla fu superiore , nè inprosa , nè in verso, nè in Greco, nè inlatino , nè in volgare . Il Caro tradussedal Greco la Rettorica di Ansatile , al-cune Orazioni di San Gregorio Nazian-zeno , e le Pastorali di Longo , non an-cora stampate , e dappoi tradotte anco-ra da Luigi Alamanni il giovane , perdetto di Giovanni Voverto in una lette-ra allo Scaligero pag. 230. Di latino involgare tradusse -qualche sermone di SanCipriano , e in verso sciolto P Eneide :il tutto da Scrittor nobile , e non daGramatista : e tali fatiche si videro do-po lui morto . Il Castelvetro [ Ragionedel Castelvetro sul. 94. 2. ediz. 1.] ten-tò di (cambiargli anche la patria , fa-cendolo da San Maringallo , che per di-ligenze usate non si sa dove fosse ; quan-do la vera patria àd Caro fu Civitanuo-

Note di Apo

(*) Il Buonamici in questi Vili. Dìscorfirecitati da lui nell’AccademiaFiorentina,benché scritti contro le opposizioni delCastelvetro alla Poetica di Arsotele, nonebbe riguardo di chiamarlo dottissimo , edi dargli la lode di aver accumulate tan-

va , a tutti nota, e come tale , da luiregistrata nelle sue Lettere . Piergiovan-ni Nunncfio nelle note alla Crestomatìadi Proclo taccia il Castelvetro di averecontra fidan omnium codicum adulteratoun luogo intero di Aristolde : e questoè un bel segreto per interpretare a suomodo gli Autori . Chiunque nomina ilCastelvetro , anche senza averlo mai let-to , suol dargli attributi di sottile ed acu-to , proprie e uniche doti de’ Sofisti , iquali con accumulare sottigliezze a sot-tigliezze , e cavillazioni a cavillazioni,cercano d’imbrogliare la verità per nondarsi mai vinti. E qui appunto lo col-le Francesco Buonamici nel libro seguen-te , dove il convinse di molti paralogis-mi e sofismi . Nè ci voleva altri, chequesto famoso Peripatetico a svaligiarlode’ ccntrabandi , che porta addosso . IlNisteli pure gli rivede i conti in piùluoghi [ Progin.^z. vol.lV.~\ , dandogli delSofista. Di qui si può riconoscere il gransogno del Moneta , il quale nei luoBail-let , tomo VIII. parte I. pag. 153. ebbea dire , che il Castelvetro per segno disomminone al santo Uscio , ristampò laPoetica in Bafilea , purgandola dai pas-si , che erano stiacciati agì Inquisitori .Tutto falso , perché le medesime creste ,belle e lampanti, si trovano in amendueP edizioni , perciò amendue proibite , econdannate del pari dalla santa RomanaChiesa.

te contemplazioni con tanto ingegno e giu-dizio, ancorché per molle altre cose egli stada essere celebrato , questa sola lo rendeaillustre . Così si parla , e così si giudicadelle persone di merito, benché contrariealla nostra opinione , il vincer le quali

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