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Tomo primo.
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251
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L A P o E S I A. 2,51

Sposizione della Poetica d’Aristotele di Orazio Marta col Ca-stelvetro . Sta con le Rame e Prose del Marta , stampatein Napoli da Lagaro Scoriggio 1616. in 4.

(r) Annotazioni di Alessandro Piccolomìni sopra la Poetica diAristotele, con la traduzione del medesimo libro in lingua

volgare. In Venezia per(2) L’Arte poetica d’AristoteleSta di sopra nella Classeidea d’Aristotele , tradotreatina dal Segni.

( 1 ) Il Tasso nelle Lettere poetiche[ pag. 64. ] prepone in maturità di_ gitt-dicio , e in dottrina il Piccolomìni ai Ca-stelvetro {a) . La Poetica del Piccolomìnisi trova ancora da sè stampata con la solaversione , e senza note .

(2) Qui sarebbe da collocarsi la PoeticaS Aristotele , Cementata dal Cavalier Lio-nardo Salviati , se fosse in luce (è ), co-me egli in più luoghi delle sue opere ,e specialmente nella dedicatoria al Duca

Note di Apo

ne torna a maggior gloria, dappoiché leavremo commendate; là dove ali'oppostoavviliremo noi stessi , se mostreremo di esservenuti alle mani con un avversario dì nessungrido e valore.

(1) Non Giorgio, ma Giovanni è il no-me dello Stampatore Varifco . Il Picco/o-mini dedica il libro al Cardinale Ferdi-nando de' Medici , che fu poi Granduca.

(s) Ma lo pospone al Castelvetro nell’erudizione, e nell 'invenzione, dando peròa questo le sue eccezioni. Sarà bene averqui sotto 1’ occhio tutto quel luogo delTasso , ove dà il suo giudici» sopra que’due comentatori volgari della Poetica diAristotele , in una lettera a Luca Scala-brino , che di ciò lo aveva richiesto : Mirisolvo , che i due più moderni comcntato-rri volgari ( Piccolomìni , e Castelvetro )stano migliori dei tre latini ( Robortelii ,■Maggi, e Vettori ) ma qual fra i volga-ri debba precedere, non me ne fono risolu-to . Maggiore erudizione e invenzione fivede senza alcun dubbio nel Castelvetro ,

Giorgio Vartjco 1573- m 4.volgarizzata da Bernardo Segni .II. Cap. II. insieme con la Retto-ta di Greco in lingua volgar Fio'

di Sora della sua edizione 1. del Decame -ron del Boccaccio, ed altri ancora sullaparola sua, ci fecero sperar .di vederla .Serbavasi a penna in due tomi in fogliopresso il Marchese Pierantonio Guadagniin Firenze; ma dacché fu prestata al cos-picuo letterato Valerio Chimentelli , nonîe ne ebbe più nuova . Così abbiamo dal-le Notizie della nostra Accademia Fio-rentina [peg. 222. ].

stolo Zeno.

ma sempre fra le sue opinioni mescola urinon so che di ritroso, e di fantastico: la-scio di ragionar dì quella sua rabbia dimorder ciascuno , che questo è vizio dell'appetito , non dell’ intelletto : Vizio , ag-giungeiò io , comune ad altri Critici dìtesta calda , e di genio aspro , e feroce ,Nel Piccolomìni (il Tasso continua a par-lare ) fi conosce maggior maturità , estor-se maggior dottrina in minor erudizione ,ma senza dubbio dottrina pin Aristoteli-ca, e più atta ali' esposizione dei libri Ari-stotelici . Il Piccolomìni nelle sue Annota-zioni non nomina, mai il Castelvetro ; maCerto è, che intende parlar diluì fra que-gli Spostturi in lingua nostra , che sono daesso impugnati. Nella Poetica di Paolo Be-ni non mai si legge nemmeno il nome deiCastelvetro, benché daini bene spesso im-pugnato, ma egli lo va mostrando aditocon l’aggiunto del Modanese .

(6) E qui parimente avrebbe luogo laPoetica volgare di Ugolìno Martelli , Ve-scovo poi di Glandeva , della quale egliI i 2 parla