254 Biblioteca della Eloquenza Italiana.
CAPO IV.
Poemi Epici.
(*) T ’ Orlando innamorato di Matteo Maria Boiardo Conte1 j di Scandiano (libri III.) In Venera per Pietro Niccoli-
ni da Sabbio 153.9. m 4 -
Note di Apo
(*) Non so per qual cagione il Tonta ni-ni cominci qui a dar contezza àe\\'Orlan-do innarnor a:o del Bojardo dall’ edizione del1539. e non piuttosto dalla precedente 1535.uè perché laici di ripe» tare le molte, cheprima furono prodotte, ed anteriori direm po a quelle dell' Orlando furioso dell'Ariosto. Credo pertanto , che non farà perdispiacere ai leggitori l’aver qui la noti-zia, se non di tutte, almeno di alcune del-le più vecchie edizioni di questo Poema delBojardo , le quali per elser rarissime, sonoconosciute da pochi.
* Libro primo (secondo, e terzo) dell’Orlando innamorato composto per MatteoMaria Bojardo Conte di Scandiano, trattodal!' Istoria di Turpino Arcivescovo Remen-se, e dicalo ali’ Illustrissimo Signor ErculeEstense Duca di Ferrara. InScandiano ( perPellegrino de'Pasquali') non so se in quar-to , ovvero in foglio . Dell 'anno altresì so-no incerto , ma probabilmente su tra il14PS. e’} 1499.
Mi son fatto lecito questa volta dì rife-rire la suddetta edizione , benché da menon veduta, appoggiato unicamente a nondispregevoli conghietture. La dissi fatta inScandiano col fondamento degli ultimi dueVersi del seguente Epigramma di AntonioCarafa Reggiano , in cui s’introduce Or-lando, che così parla al lettore:
Ante Jitu & fedo teBus fqualore jace-bam,
Tanquam caucaseus Sarmaticusque fa-rem .
Ast ubi me feci nit BOY ARDI lingua di-serti ,
RHOLANDUS tota claw in orbe sc-iar -
stolo Zeno.
AEditus ante fui : verum ìmperseBus zad unguem
Hic scriptum historiam, gestaque nostrategis.
Tenia BOYARDUS vix lustra CA.MIL-LUS agebat ,
SCANDIANI IMPRESSA hrec monu-menta mea.
Questi due ultimi versi dell’Epigramma delCarafa mi aprono strada a scoprir ve-rità, e a formar congetture . 1. Che cer-tamente a Scandiano si fece la prima im-pressione del Poema del Bojardo : 2. Cheallora il Conte Cammillo Bojardo, figliuo-lo del Conte Matteo Maria , che già nel1494. era morto, si trovava appena nel suoterzo lustro, o sia di XV. anni, essendo na-to probabilmente nel 1480. o Tanno dap-poi : z. Che Tanno dell’impressione fu cir-ca il 1496. veggendosi nell’anno 1495. scrit-ta la lettera latina del Carafa al ConteCammillo , citata dal Tontaninì , e che sitrova nella trascurata edizione izz;. 4.Chelo Stampatore dell’ Opera altri non potèessere , se non Pellegrino de' Pasquali , ilquale era il solo, che tenesse Stamperìa aScandiano in tempo del Conte Cammillo »Dai torchi di lui uscirono in quel torno al-tre opere , tutte in bei caratteri impresse,e in particolare Appiano Alessandrino delleguerre civili dei Romani nel 1495. e dipoila seconda volta nel 1499. in cui pure usci-rono gli Statuti delle terre e de’luoghi delConte e Cavalier Giovanni Bojardo, T unoe l’altro in lingua latina in foglio. Lo stes-so Pasquali in compagnia di Gasserò Cri-vello stampò ancora nello stesso nobil Ca-stello di Scandiano , ora Principato dellaCala Ducale Estense 3 Tanno i zoo. in quarto ,