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Tomo primo.
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255
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La Poesia. 255

(*) . . . Seguono altri libri III. aggiunti a quei tre da Antoniodegli Agostini. In Venezia per Giovanni Antonio e PietroNiccolini 1544. in 4.

Antonio Carafa da Reggio con una opera con Sonetti v. di Antonio Pistoja ,lettera latina dedica i libri III. del Bo- e di Tommaso Mattacela. IlCrescimbe-jarâo a Cammillo di lui figliuolo, sotto ni [Istoria tom. III. pag.^zg. ediz.IL]il dì xvin. di Maggio del 1495. Segue non potè ripescare il prenome di questoun epigramma in lode dell’ autore e dell’ Pistoja ( a ) . Avanti al libro I. si dice,

che

Note di Apostolo Zeno.

il Timone , Commedia delio stesso autoredell’ Orlando innamorato . Io fin qui aveaformate e distese queste mie congetture ,allorché L’amico mio Dottor Bar otti conuna sua lettera dei 13.Marzo 1747. mi av-visa venir assicurato da Scandiano , comeCammillo Bojardo , figliuolo di Matteo Ma-ria, mori d’anni XVIII. nel 1459. Era eglidunque nato nel 1481. e come a istanza dilui fu stampato V Orlando, quando appenaera nel XV. anno dell’età sua , ne siegue,che il Poema andò sotto il torchio versoil 1496. e in quel torno se ne compiè dedi-zione , assistita , e lodata da Antonio Ca-rafa-

* - - Tutti i libri dell’ Orlando inna-morato. In Tenezia perGiorgio de Rusconii,$oâ. in 4.

In questa edizione dopo finito il terzo ,e ultimo libro del Bojardo, sta impresso illibro quarto , cioè il primo di Niccolò de-gli Agostini , senzachè però vi si osservi ,uè avanti nè dopo il nome di luì, e dopotutto vi sono, oltre all’Epigramma del Ca-rafa, tre Sonetti in lode del Poeta, due diAntonio Pistoja , e l’altro di Tommaso Mat-tacoda : e questi probabilmente saranno an-che nella prima edizione.

* - - Jmprejsum Me.diolani apttd Leonar-4 um Vegium 1513. in 4. edizione conformealla precedente, in carattere corsivo, det-to volgarmente gotico , laddove la Vene-ziana è in carattere quasi tondo.

(*) Falla qui Monsignore , primieramen-te, in chiamare l ’Agostini col nome di An-tonio , in cambio di chiamarlo con quellodi Niccolò; secondariamente , in dire ag-giunti a questa edizione i tre libri deWAgo-stini a quei del Bojardo., quasiché essi nonfi trovassero , non solo in altre anteriori

edizioni, ma ancora in quella del Niccoli-ni 1539. ricordata da lui in primo luogo,(a) Non è vero, che il Carafa dedichi aCammillo i tre libri del Bojardo suo padrecolla lettera latina mentovata dal Fonta-nini. Il Carafa altroquivi non fa, che lo-dare la pietosa cura del Conte Cammillodi dare alla luce l’opera del padre, e farsi , che viva nella memoria de’ posteri .Nescio quid hoc ^tempore jucundius afferrimihi potuijset , Camille ornatifftme , quantquod senserim te Rbolandi amores , quospientiffymus pater tuus eo edidit ingenio , uthac retate vix aliud opus nemo magie desi-dertt, exaSliJstma tum cura, tum industriaimprimendos curare, exquo non parum lai*die te affecuturum hauti dubie exiflimo. Msegue a lodar quella impreso dal principioal fine della lettera, aggiugnendo in testi-monio delle obbligazioni proprie verso ilpadre e il figliuolo un epigramma in com-mendazione del primo , che comincia :Gratta fi Lyricis debetur Vatibus ulla ; etrovasi non solo nella edizione prima, maanche in quella del 1533. insieme collaLettera latina, che è data Regii XV. Ca-lendas Junii. Anno Domini M.CCCCXCV,A torto poi il Fontanini dà la taccia alCrcfcimbeni di non aver potuto ripescareil prenome del Pistoja, e si fa bello per aver-lo qui ripescato in quello di Antonio . Seperò egli si sosie degnato di dare un’ oc-chiata alla pag. 330. che vien dietro im-mediate alla citata da lui , avrebbe vedu-to , che il Crestimbeni non solo crede dipoter dare il prenome ài Antonio al Pistoja,ma crede ancora di poterlo dire di casaPinci. E a dir vero, costui altri non era,se non quell’Antonio Vinci, sopramiomatoil Pistoja dal nome della sua patria, di cui

oltre