L A P o
Il Boiardo cita passim Turpino , che puhdirsi l ’Apollodoro della poesia romanza d’Italia , e conclude i suoi libri III. conquesta stanza , che ci dì l’epoca del tem-po , in cui terminò 1’ opera :
Mentre , che io canto [ olmi , Dia Re-dentore ]
Veggio CItalia tutta a fiamma , e a fuocoPer questi Galli , che con gran furoreVendon per disertar non so che loco ;
Pero vi lascio in questo vano amoreDì Fior di spina , ardente a poco a poco:
Un altra fiata , se mi fia conce sso ,Racconterovvi il tutto per espresso .
Ma poi non ne fece altro , per esser mor-to in Reggio , capitano della Fortezza,ai xx. di Febbraio del 1494. [ Giornalede' Letterati d'Italia tom. xm. p. 292. ]mentre Carlo Vili. Re di Francia eala-
Note di Apo
sto Poema romanzo del Bojardo e Aq\V Ago-stini , fatte dal Zoppino , dal Piano , dalBonelli , e da altri , ma credo , che esserpossano sufficienti le già riferite . Primadi avanzarmi ad altro, mi trovo in debi-to di mostrare, che VAgostini creduto fin-ora Ferrarese, fu veramente Penepiano. Ilsolo fondamento , per cui gli vien dataFerrara per patria , viene stabilita sopra1 ’ autorità di Francesco Patrizi , il qualenella dedicazione della sua Poetica Istoria-le a Lucrezia d'Este Duchessa d’ Orbino ,lo dice espressamente Ferrarese .Non badoqui al Crescimbeni, che cel vuole far cre-dere da Farli senz’addur ragione, che ap-paghi . A niuno certamente dovrà darsimaggior credenza , che allo stesso Agosti-ni ■ Egli in quella sua opera scrirta in ot-tava rima col titolo, Lisuccejjì bellici se-guiti nelP Italia dal 1503. fino al 1521.stampata in Penezia da Niccolo Zoppino1521. in quarto, più volte nomina i Fer-raresi, nè mai dà il minimo indizio di es-ser di quelle parti; ma più volte con lo-de vi parla dei Penepiani , e NOSTRI lichiama nel XVIII. Canto , e nel V. ovepure asserisce di esser anch’ egli membro
E S I A . 257
to in Italia, andò alla conquista di Na-poli , e delle terre di qua dal Faro , com-prese sotto il nome di regno di Sicilia ,che è proprio solamente dell' Isola , an-che ■secondo il Manifesto , divulgato aixxu.di Novembre del 1494. dal medesi-mo Re dopo giunto in Firenze [ GodesroyHift. de Charles Vili. pag. 252. ] . Unaimpressione , più antica dell’ accennata,ne fu fatta in Milano da Lionardo Vegionel 1513. inquarto. Adunque il Boiar-do fu alla nostra Poesia romanza qual suPisandro con la sua Ercoleide ali’ epicaGreca [ Gcr. Jo. Vojstus de Poetis Graciscap. in. Olymp. xxxm. ] ; poiché ali’Ariosto in principal luogo suggerì il granpensiero del suo Orlando con relazione aquello di esso Bojardo, da cui egli pre-se i nomi de’ suoi personaggi con 1' auto-rità di Turpino, alla quale entrambi fe-stevolmente si appoggiano (a).
stolo Zeno.
del corpo loro : ma più chiaramente nelXVII. esaltando il valore di un certo Ca-pitano di fanti , detto Baldiffera , o Bai-passare che dir doveva, lo chiama,
COMPATRIOTO VENETO gagliardo.In fondo di un picciol libro di poesie dìCristoforo Firrentino, detto l’ Altissimo Poe-ta , stampato in ottavo in Penezia , senz’anno e Stampatore, ma certamente versoil 1520. stanno componimenti di diversiin lode di quel Poeta, e tra essi v’è un’ottava del suddetto Agostini , ove egli siintitola , Nicholaus de Augusti n/s VbNE-TUS.
(a) Pisandro , primo di questo nome ,poiché due altri Poeti cosi chiamati fio-rirono in Grecia, fu il primo, che con lasua Ercoleide scrivesse in verso le prodez-ze di Ercole ma il Bojardo non si puòpropriamente chiamare il primo, che can-tasse quelle di Orlandoj poiché, ometten-do certi poetastri di poco o niun tiornK,che Io presero per soggetto de' loro stipiticomponimenti, contetnpoianco certamen-te al Bojardo fu Luigi Pulci , che di Or-lando , e degli altri Paladini della Cortedi Carlo magno trattò, come è noto, nelKit suo