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Tomo primo.
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La P c

dira Calvo nel 1542. pure in quarto ,per le sue scandalose e buffonesche inter-polazioni si rendette meritevole della cen-sura di chi presiede alla Chiesa universa-le con suprema autorità nelle cose dellareligione, e della morale Cristiana (a ).Quindi è , che quelli , i quali in ontadel capo visibile della Chiesa , in cui vi-vono , con fraudi, e per vile interessenon si recano a scrupolo di dar pasturaagi’ ingegni profani , moltiplicando conle ristampe i componimenti dannati ,•giustamente si rendono detestabili alle•oneste persone , tanto più poi , se conmolta irreverenza non arrostiscono farsi.

Note di Ap'o

(V) II poema del Boiardo , rifatto dalBeni, e di serio trasformato in ridicolo,c di onesto in scandaloso , e però giusta-mente dannato dalla Chiesa, merita tut-tavia qualche lode per la purità e ric-chezza della lingua , con cui è scritto :laonde i Signori Accademici della Cruscal’hanno citato in tutte e quattro le im-pressioni del loro Vocabolario, e piir spes-so ancora nel!’ultima, ove han voluto va-lersi della ristampa , fattane col nome diFirenze in Napoli Tanno 1725. in quattogrande , la quale , a dir vero , è la piùcorretta delle precedenti.

i£) Se costui,,, il cui Poema non fu pro-mulgato , se non dopo la sua morte daFlifeo Cognito , o sia Conosciuti suo eredetestamentario, e parente , aveste ritrova-to un altro continuatore del suo Poemaromanzo, come lo ebbe il Conte Bo jardo,ma che soste staro del merito, edeilaqua-litil d est'Ariosto, non andrebbe di elio me-no illustre e famoso . Lo fide di lui nonè punto inferiore aquello del Conte; nel!'invenzione, e nella disposizione della fa-vola non è affatto spregevole; e però hameritato , che Teofito Folengo ne pattastecon lode nel 1. Capitolo, o sia Canso delsuo Orlandi-no {Deca ijìoriale della Poeticanella dedic. ) , e che il Patrizj , e i duemaggiori Epici Italiani ne facelsero stima ;ed e parimente sua lode, che, al dire d iCavai ter S-dviati ( Infarinato 1 . pag. 74. ),il Tasso lo prendeste ad imitare in cena

E S I A.

autori di somiglianti edizioni uomini ta-li , che ancora in riguardo al loro ca-rattere , sono in preciso obbligo di do-versene vergognare. Il Mambriano , al-tro Poema romanzo di Francesco Ciecoda Ferrara, coetaneo del Bojardo , ben-ché senza stile avuto in qualche, contodadi'Ariosto , e dal Tasso, non è da pa-ragonarsi con questo del Conte Bojar-do ( ó ) , al quale Cintio Giraldi [ Di-scorsi pag.q. 144.] diede il tìtolo d'in-ventore molto vago e gentile in tal ma-teria , e di primo, che mettesse il piedenella buona strada ; chiamandolo ancorasimile a Lucrezio in nojlra lingua , quant 0

finzione : che se il Fontanini si fosse de-gnato di abbassarsi a dare un’ occhiata aquel libro, avendo qualche sa por di poe-sia, non lo avrebbe sentenziam cosi fran-camente p.r poema romanzo senza siile .Il Cieco, che tal veramente si dice nellaStanza III. del Canto XVIII. scriveva ilsuo Mambriano nel tempo medesimo , incui il Bojardo lasciò dì scrivere il suo In-namorato ; che su quando Carlo Vili. Redi Francia era sceso in Italia alla conquistadel Re-.no di Napoli , e al dire del Cieco(nella I. e II. Stanza del Canto XXXI.) Tace-va felicemente incamminata, accennandoT istessa Gallica tempesta anche nel finedel suo ùltimo Canto, ove si sa sorte an-cor egli con T autorità del gran padre de*Romanzi Turpino,

Scrittoi" famoso, il qual non scriverla

Per tutto Por del mondo una menzogna»

Echi’l contrario tien, vaneggia e sogna »

L’edizioni giunte a mia notizia, de) Mam-briano, stampato dopo la morte del Cieco ,e de licato al Cardinale Ippolito I. di’ Fsteda lui, e dal Conosciuti suo parente , sonqu'ste , con due epigrammr in fine. Tu/10di Giammaria Trìcae/lo , e T altro di Gui-do Postumo Medico Pesarese, e buon Poe-ta latino.

* Libro d’arrue e d’amore , 'cognomi-nato Mambriano , di Francesco Cieco sta.Ferrara ( Canti XLV. ) Ferrari te per Joan-K fc a nera