La Po
alandone in fine del libro un altro as-sai chiaro in mezzo alla pagina contraî’ ingratitudine, ed è un alvearlo Hi pec-chie, fuggitive dal fuoco, accesovi sottoper ucciderle, e trarne il mele , fabbri-catovi dalle medesime , e con un maglioattorcigliato a una scure da una vip ra ,simbolo dell' ingratitudine , raddoppiatoin ciascuno de’ quattro lati dell’ ultimapagina , e in principio del libro , colmotto, spartito nelle cantonate, prò bo-na malum (a) , che è moneta corrente.Quel!) simbolo deli ' Alvear io e del Fu-mo si vede presso il Gìovio nel dialogodelle Imprese [Apulejus in Apologia p.g 5.edit. I. Jo. Pricai ] , e in una bella me-daglia dell’ Ariojìo , mostratami dal PadreD. Gìanfrancefco Baldini , Cherico rego-lare Somasco , buon conoscitore di taliesquisitezze . Ne’ primi anni àtìV Ariosonon si facea molto studio nelle minuziegramaticali della lingua .volgare , estèn-do stati il Fortunio , il Bembo, e i dueGabrieli , Trifone e Jacopo , i primi abadarvi [ Lettere alti Aretino to. I.come dicemmo nella Classe I. Perì} tro-
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vandosi a que’ tempi in Ferrara AnnibalBichì Sanese , di professione soldato , giàconosciuto dal Muzio , come dice nelleBattaglie [Lett. del Francosol.XL.2. ediz.x.Cap.xxv.fol. 66 . 2. ], questo Bicki , ami-co del VAretino , e del Franco , diede unarivista al Furioso , per quanto potea lareun soldato senza lettere col solo ajuto del-la natura , mentre gli altri incantati dal-ia novità e moltitudine degli avvenimen-ti, senza guardar piti che tanto agli ulti-mi apici della favella, stavano intesi adammirare il sorte dell’espressiva e dellafacondia . Indi vi mise mano il Ruscelli.Ma venne poi Udeno Niffoli [ Vita delNistcli pag.xv.], il quale mal soddisfat-to di Bajtiano de ’ Rossi , arbitro dellaCrusca, siccome allievo del Salviati , edi poco fondo, al dir del donacci , perfar dispetto alle reliquie della setta av-versaria del Taso , da esso Nifieli congran lodi innalzato , schierò minutamen-te ne’ suoi Proginnasmi innumerabili co-se del Furioso in materia di favella , esal-tandone però ancora le sue bellezze , ele somme doti , le quali coprono tanti
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Note di Apostolo Zeno.
ali’ una delle quali è tagliata la lingua ,e ali’ altra , che gonfia di veleno la stavibrando, una mano, che vi è di sopra ,sta con una gran forbice in atto di ta-gliarla , col motto, Dilexisti Malitiam Su-per Benignitatem {Psalm.Ll. 5.); e questosimbolo fu rimesso Hall’ Ariojìo anche nelfine della edizione I V. Ferrarese del suoPoema , da lui proprio corretta, e di altriCanti nuovi ampliata : che cosi sta im-presso nel titolo della medesima : e peròÈ da prezzarsi, a mio credere, sopra qua-lunque altra fatta, e da farsi ; e di que-sto parere si è dichiarato Lodovico Dolcenella sua Apologia dell’ Ariojìo , diretta aPier Giujìiniano , celebre nostro Gentiluo-mo ed Istorico, posta in fine delia edizio-ne dell’O.F. fatta in Torino nel t;z6.
(a) Di questa impresa si compiacque tan-to r^srfojîu, che non solo la fece imprimerenel suo libro , e coniare in una medaglia
di bronzo , che ancora la riportò in unastanza dell’ ultimo de’ cinque Canti , ovemette indosso a Rinaldo una sopravvestas Canto V. Jìanza 4 6.)
D' un ricco drappo di color cilejlro ,Sparjodi PF-COHlE d'ordentro e d’intorno tChe cacciate parean dal natio locoDa/’INGRATO villancon FUMO e FOCO.Circa poi alle tante cose , che contrai Ario-so va qui ammassando il Montanini , io nonmi tratterrò con nuove confide azioni, poi-ché interamente mi riporto a quanto pie-namente, non meno che fondatamente, neha scrìtto il Signor Baratti nella sua Difesadegli Scrittori Ferraresi e per quello , cheriguarda le varie edizioni delFWo/ò, re-gistrate nella Biblioteca Italiana , basteràfarne riscontro con quelle , che assai pi&esattamente stan, riferite nel sopraccenna-to catalogo dell* Orlandini.
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