s7<5 Biblioteca della Eloquenza Italiana»
CAPO V.
Epici latini volgarizzati.
(*) T ’ Eneide di Virgilio, tradotta ( in verso sciolto ) daAnnî-JL, bai Caro. In Venera per Bernardo Giunti 1581. in4.
Questa versione delCm-o è particolar- Virgilio , sopra che può vedersene uixmente stimata, per aver egli con la sua saggio presso il Pignorici nelle Originiperizia nel!' antichità mirabilmente es- di Padova a capixu.pressi in volgare i sentimenti latini di
Note di Apostolo Zeno-.
(*) A ragione qui si. comincia il cata-logo de’traduttori della Eneide di Virgilioda Annibul Caro, come dal pisi accredita-to. Questa edizione, che fu la prima, èstata seguita da molte altre di Venezia ,di Roma, di Mantova, di Trivigi, di Ve-rona, e d’altri luoghi, nè i torchi anco-ra ne sono stanchi . 1.1 presente volgariz-zamento è stato Y ultimo frutto dell' inge-gno di lui, cosi dicemlo'o Lepido Caro suonipote nella dedicazione al Cardinal Far-nese . Ci fu per altro nel secolo XIV. cirs-io prosa volgarizzò- la Eneide con puritàdi favella, e però vien citato a penna-nelVocabolario della Crusca. Venne poi Tom-maso Cambiatore da Reggio di Lombardia ,lodato da Llonardo Aretino per eccellenteGiurisconsulto (Eplstolar. lib.V.'j, il qua-le dall’Imperador Sigitmonào fu coronatoPoeta nella Città di Parma ai VI. di Apri-le nel 1432. Costili traslatò la Eneide interza rima, secondo la portata di quel se-colo, in cui la volgar lingua era decadutad’assai ; laonde Ciampaolo Vasto Venezianofece , da prima , opera buona e lodevolea purgarla dalla sua barbarie, e a rifor-marla qua e là, per quanto a lui fu possibi-le ; e lasciandone la gloria al proprio eLegittimo autore , la fè stampare in Vene-zia per Bernardino de ’ Vitali nel 1532. inottavo. Non pago poscia di aver in quel?opera il merito di .correttore , e di risto-ratore , la diede a ristampare al medesi-mo Vitali pure in ottavo nel 1528. levan-done affatto il nome del Cambiatore , eponendovi unicamente il suo ; con die in
luogo di crescere, come e’pensava, dì rî»putazione , venne a farsi da sè stesso unbrutto sfregio , quantunque da DomenicoBuonamìco fi cerchi di fargli ragione diquesto plagio nella lettera , con cui egliindirizza il libro a Cesare Boccone, Vica-rio del Patriarca di Venezia Girolamo Qui-rirti . Nello stesso, secolo XV. su fatto unaltro volgarizzamento del? Eneide in ot-tava rima, il quale dalla fine del testo apenna , che fi conserva in Verona nellalibreria del su GiovanniSaibante, non ap-parisce chiaramente , se abbia per autorsuo, ovvero per copista quel Giovanni daParma, che nel principio vi è nominatocon queste parole : V Eneida dì Virgilioscritta per me Giovanni da Parma j e nelfine ancora : Expliciunt disia Virgilzi dievigestmo quinto Junii 1474. per me Johan —nem Parmensem. Se diversa da questa tra-duzione, o pur la stessa sia la esistente inun altro codice in Siena appresso gli eredidel fu Liberto Benvoglienti, gentiluomo or-natislìmo c? ogni virtù , ed amico mio ,non saprei dirlo accertatamente , senza,confrontar ? una con ? altra. Anche que-sta versione è stesa in ottava rima , e nelfine vi si legge : Explìdt- liber Virgilii deEneydot (sic) quem ego Mattheus Domini-ci de Ccrneto compievi manu- propria dieXVI.Eebruarii Anno Domini M.CCCC.LI.quo Excellentijsimus Romanorum ImperatorE ederìcus erat in rivi tate Senarv.m, & etiamuxor ejus Imperatrix . Lavoro del medesi-mo secolo sembra essere il volgarizzamen-to delia Eneide in ottava rima , fatto da.
Comi -