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Tomo primo.
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L A P O E S I A. 2Y§

(1) Lo Scherno degli Dei , Poema piacevole di Francesco Brac-

ciolini. In Roma presso il Museanti 1626. in 12. edizione ILIl Malmanrile racquistato, Poema di Perlone Zipoli (Loren-zo Li ppi) con le note di Puccio Lamoni ( Paolo Minucci ).In Firenze alla Condotta 1 Ó 38 . m 4.

(2) - - - E ivi per Michele Nejìenus 1731- iti 4. edizione accre -

sciura di proverbi e maniere Toscane dal Signor DottorGiovanni Biscioni .

Note di Apostolo Zeno.

legge, di Firenze alti XXIF. di Marzo 1548.in cui la Nane* su stampata la prima vol-ta . Siegue altra lettera col nome di F.A-minta , nella quale , siccome anche nelleprime Stanze, ci si fa conoscere , che fau-tore della Nanéa entrò in ghiribizzo discriverla per farsi beffa della Gigantèa, edel mascherato Forabosco , e che 1 ’ aveacomposta o rubata ; e foggiugne, che nontemeva di aver preso a trattare si fattoargomento, poiché il Forabosco, ritrovan-doli la metà piP, di tempo avanzato neglianni, pure ancora attendeva alle fanfalu-che, e ai Giganti.

III. La Guerra de’Mostri di Antonsran-cesco Grazzini detto il Lasca, al P. Stradino t.Nelle prime due Stanze egli allude allaGigantéa, e alla Nanéa : e nella secondadice così:

Ma ora un Gobbo poeta PisanoDa certi Gigan tacci sgangheratiHa fatto agì’Iddii torre il Ciel di mano,Tal che per duol fi furian disperatiSe non che dal ■valor del popol NanoL'altro dì sur difesi , e liberatiCon modi non so dir se belli o buoni:Ma chi io crede Iddio glielo perdoni.

Questa Guerra de' Mastri è come il princi-pio di un Poema piacévole , che dovevaessere da altri Canti seguito., i quali ven-gono promessi dal Lasca poche stanze avari-ti il fine di questo. Neìl’ ultima Stanza ri-volgendosi egli allo Stradino , lo prega diaver cura a questo Canto, e ne lo scongiu-ra fra l’altre cose in particolare •

Per f Accademia, che •vi fu rubata,cioè per l’Accademia degli Umidi, istitui-ta esondata dallo Stradino, che dipoi pas-sò ad essere , con altro nome appellata ,l ’Accademia Fiorentina .

(1) Edizione III. e non II. è quella del1626. migliore però delle due precedenti ,che fono queste :

* - - Dello Scherno degli Dei , Poemapiacevole (Canti XIII.) con la Pallide ci-vettina, e col Bacino dello stesso autore.In Firenze appresso i Giunti iòi8. in 4.

Usci pertanto questo Poema giocoso quattr'anni avanti la divulgazione della Secchiadel Tassoni, il quale non pertanto non deeprivarsi della gloria di essere stato il pri-mo a scriver Poema di questa specie, poi-ché già si è dimostrato, che egli lo ave-va composto nel tòri. e che nel 1615.l’avea mandato in Padova , acciocché vifosse stampato. Ne correvano intorno sind’allora piò copie, e in più Città era no-tissimo, e in grande espirazione, quandodi quello del Bracciolini non se ne avevasentore : anzi egli per non vedersi preve-nuto si affrettò a darlo fuori, benché nonancora finito. Nellasuddetta edizione vienpreceduto il Poema del Bracciolini da unsuo Dialogo fra Talìa edUrania, col titolodi Talla bajona.

* - - E nuovamente ristampato , c ri-correrlo, ivi 162;. in 4. edizione IL

* - - E con la giunta di VI. Canti, cd altre Rime piacevoli. In Roma presso ilMafcardi i6z6. in 12. edizione III.

* ' " E in yinezia appresso Bernardo Giun-ti 1617. in ir. edizione iti-ti-). Per qual cagione sia piaciuto al Eo«-

tanini di cangiare in questo luogo il nomedel Signor Dottore Antonmaria Biscioni inquello di Giovanni ; e per quale ancoraegli ubbia voluto passar qui sotto silenziole note dell’ Abate Antonmaria Salvin! , ag-giunte a quelle del Signor Biscioni nonsaprei asserirlo, quando non si voglia at-tribuire il primo mancamento a quella quasi

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