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Tomo primo.
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296
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zgó Biblioteca della Eloquenza Italiana;

(*) L’Eneide, travestita da GiambatistaLalli. In Roma per An-tonio Facciotti i6zz. in 8.

- - - La Franceide , poema giocoso. In Foligno per AgostinoAlteri 1 6zq. in iz.

LaMofcheide. InBracciano per AndreaFei 164,0. in iz.

Bacco in Toscana , Ditirambo di Francesco Redi con le An-notazioni. In Firenze prejso Piero Matini 1691. in 4. edi-zione III.

( * ) Da questo libro Niccolò Villani prese occasione di scrivere il suo Ragiona-mento della Poesia giocosa.

Note di A

universale sua trascuratezza nel compilarecotesta sua Biblioteca Italiana ; e ’1 secondoa certa sua privata passione verso la per-sona , e gli scritti dei famoso Salvini . Edi fatto e>g!i in altro luogo {pag. 242. )della sua Eloquenza scendendo a ragiona-re di queste note del Salvini al Malman-tile , le chiama miniera abbondante di pia-cevoli note gramaticali, Ma il Salvini eraesercitato e versato in cose pisi ardue eimportanti , che in tali minuzie , dallequali nientedimeno traspira il suo vastosapere nella conoscenza intima di varielingue, e in particolare della greca, del-la latina, e della volgare; e se il Fonta-nini avesse osservato, o curato tanto ciò,che Paolo Minacci asserì di lui, e di que-ste sue note nella prefazione alla primaedizione de\ Malmantile, quanto ciò, chelasciatine scritto il Dottor Biscioni nellalettera proemiale alla seconda edizione ,non sarebbe corso così inconsideratamentea lasciarsi trarre da una beffarda preven-zione, e a proferire un coti libero esor-to giudici» sopra un Soggetto per più ti-toli rispettabile , che quantunque tratta-to sempre nell’ Eloquenza da semplice Dot-tore , era di nobile e antica Famiglia nel-la sua patria, Professore pubblico di lin-gua greca e toscana in quella cospicua II-niverfità, qualificato da tutti col titolo diAbate, e riconosciuto dentro e fuori d’Ita»

postolo Zeno.

Ira per uno de’più segnalati ornamenti delnostro secolo.

(*) Quanto ali’ anno dell’ impressione ,non imputerò a fallo, che nel mio esem-plare sia il 1634. ma quanto alla forma,ella è certamente in duodecimo , non inottavo. Il Menagio nella sua hezione soprail Sonetto VII. del Petrarca parla con po-ca stima del travestimento de\V Eneide, edegli altri Poemi giocosi di questo PoetaNorcino , dicendo , che egli scrisse tuttequeste cose con poco successo ; e con taleoccasione non la perdona nemmeno a Pao-la Scarrone, benché Poeta di quanti nel ge-nere burlesco n’ abbia la Francia il piùameno e piacevole, per aver lui la mae-stosa Eneide altresì travestita : di che glipronosticò che un giorno si sarebbe pen-tito, e forzato a dir con Ausonio: Ptgtt,pudetque Virgiliani carminis majeflatemtam / oculari dehonestafse materia. li hallicominciò in Roma, e terminò in Foligno,dove îra andato per Governatore , nellospazio di otto mesi questo suo lavoro, esor-tatone da dotti amici, e in particolare daAntonio Querengo. Molti componimenti visi leggono in commendazione dell’ opera,ma principalmente nel fine mahettera di-scorsiva del Dottor Giovantommajo Giglio-li , che vi fa carne l’apologia di questoaver posto indosso a Virgilio un abito co-tanto a lui sconveniente.

CA-