Band 
Tomo primo.
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299
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La Poesia. tzyy

(1) - - - Altri frontispixj portano gli anni 1551. 1552. 1571.

(2) - - - Il Dante con argomenti e dichiarazioni . In Lione per

Giovanni de Tournee 1547. in 16.

(3} - - - La Divina Comedia di Dante , di nuovo alla sua veralezione ridotta con l’ajuto di molti antichissimi esempla-ri, con argomenti, allegorie, politile (con un indice de rvocaboli più importanti, col ritratto di Dmte , e con fi-gure in legno). InVmegict per Gabriel Giolito 1555. in iz.

(2) Altrove si è dimostrato, che quiIl Dante con l’articolo dinotando il li-bro , e non la persona , è ben detto (a) ,nè lo Stampatore o libraio Tournes , co-me Francese, qui tiene alcun bisogno discusa , non avendo errato , e per altrosapendosi , che somiglianti edizioni nonfono impresse da semplici Stampatori , mada valentuomini , de’quali non pochi ,specialmente Italiani e Fiorentini, se netrovavano a quel tempo in Lione .

Note di Apo

pressioni di Dante, delle quali la preferi-re del 1575. fu l’ultima , furono trattedalla copiosa esposizione del Vellutello ,stampata la prima volta nei 1544.si) I frontispizj , che portano gli annir??z. pare, che dinotino due diver-se edizioni. II confronto mi ha fatto co-noscere , che elleno sono la stessa , e perconseguenza una sola: talché ora conver-rà ridurre a tre , e non pisi a quattro leimpressioni di Dante , fatte da Rovìllio ,dal quale il libro vien dedicato a Lucan-tonio Ridolfi Gentiluomo Fiorentino , chegli fu di gran giovamento per la direzio-ne della stia Stamperìa.

(2) Quésta elegante edizione vien dedi-cata dal "Tournes a Maurizio Sceva - Gliargomenti son collocati al di sopra dì cia-scun Canto . Le dichiarazioni son presedal cemento de\Landino, e vi stanno nelmargine a' luoghi opportuni . In fine dellibro si ha un sommario della Vita di Dante.

(«) Tanto copiò Monsignore da quantone scrisse il Mazzoni nella Parte I. dellaDifesa di Dante {lib.il. cap. p. Jet?. )citando la Cronicbetta del Monaldi , ad-dotta parimente dai Deputati nelle loro

(3) II Dolce dedica questa impressio-ne , che è di bel carattere corsivo ( ben-ché non senza errori ) a Coriolano Mar-tirano , Vescovo di San Marco, e Se-gretario del Consiglio dell'Imjierador Car-so V. in Napoli, dicendo di essersi va-luto di un esemplare , scritto di propriamano del figliuolo di Dante , che fu Pie-tro , comentatore latino della Commediadel Padre , e morto in Trivigi (è) .Il Dolce afferma di aver avuto il codice

da

stolo Zeno.

Annotazioni al Boccaccio : Domenica addìtre di Ottobre 1373. incominciò in Firenzea leggere IL DANTE M.Giovanni Boccac-cio: sul qual luogo dice il Mazzoni, eglinomina IL DANTE coti' articolo , per di-mostrarci, che egli non intende la perso-na , ma il cognome -Ae\ libro . Dalla No-vella CXiVC di Franco Sacchetti (_p. 188,)si ha un altro esempio di questo modo dicitare il libro di Dante; ed è questo: Unfabbro battendo ferro su ! a'ncudine , CAN-TAVA IL DìNTb, come fi canta un can-tare ••

(3) Edizione più tosto b» Ila che buona,per edere meglio stampata, che corretta,ellendovi già stati avvertiti notabili errori.

(ò) L’esemplare, di cui fi valle \\Dol-ce, non era scritto di propria mano del fi-gliuolo di Dante , ma era un esemplarefrascritto (cioè copiato) dai proprio scrit-to del figliuolo di Dante: elle così assermail Dolce nella lettera al 'JAc-tvoMarfira-no . Giuoca poi il Foni.mini ad indovina-re, che il figliuolo di Dante, dal cui te-sto originale' antico fu rratra la suddettacopia , fòlle Pietro , comentatore latinodesta Commedia del padre; poiché oltre aP p 2 Pietra