zoo Biblioteca della Eloquenza Italiana.
- - - Dame con l’esposizione di Cristoforo Landino, e di Ales-sandro Vellutello , con tavole , argomenti , e allegorie ,riformato , riveduto , e ridotto alla sua vera lezione daFrancesco Sansovino . In Venezia presso il Seffa 1564.in foglio .
(*) - - - Con l'esposizione di Bernardino Dâniello da Lucca .In Venegja per Pietro da Fino 1568 . in 4 .
da Giambatifla Amalteo , acuì dà il ti-tolo di detti fimo giovane , e il loda pa-rimente nella prefazione alle sue Osser-vazioni , mettendolo tra gli eccellentiscrittori in volgare , in Greco , e in la-tino : e il Ruscelli nella prefazione alDecamerone del Boccaccio , stampato dalValgrisi nel 1552. in quarto , il chiamavero miracolo della Natura . Ci è a pen-na un suo volume di Lettere volgari ,tutte scritte da Padova . Essendo eglimolto stimato da San Carle Borromeo ,îu il primo ad aver la carica di Segre-tario della sacra Congregazione de’ Car-dinali interpreti del Concilio di Trento,Ja quale dal sommo Pontefice si confe-risce a un Prelato . Fu Cavaliere dell’ordine di Gesù Cristo, e zio di Monsi-gnore Attilio Amalteo Arcivescovo d’Ate-ne, cospicuo per legazioni Apostoliche,e figliuolo di Girolamo fratello del Cava-liere , amendue nati da Francesco , let-terato pure distinto, de' quali tutti, chefurono da Uderzo nel Ducato del Friuli,parlerei più a lungo, se il luogo lo com-portasse . Giambatifla mancò di vita inRoma ai xm. di Febbraio 1Z72. e dal!'Arcivescovo gli su posto l'epitafio nella
Note di Apo
Pietro ci fu Francesco , altro figliuolo diDante, e comentatore anch’cgli della stes-sa Commedia , e ci fu Jacopo, terzo figliuo-lo di Dante , che in terza rima fece un’epitome in versi dell’opera di suo padre;nel suo Dottrinale è una lunga poesia, ci-tato più volte nel Vocabolario della Crusca.
(«) Cioè : fu la prima edizione, in cuila Commedia di Dante fosse intitolata Di-vina* Intendiamolo per discrezione •
Chiesa , allora Titolo , di San Salvatorein Lauro y ma con qualche errore . Que-sta edizione della Commedia di Dante ,su la prima a intitolarsi divina ( a ) .Però Dante non fu sì ardito di darle eglistesso tal titolo , contento di quello diPoema siterò , da lui datole nel' CantoXXV. del Paradiso y onde qui tra’ Poe-mi sacri in primo luogo la pongo ancorlo : e niun libro fuori di quelli del Ca-none ecclesiastico , tenendosi per divino ,la Commedia di Dante non doveva intal guisa intitolarsi nè meno in senti-mento iperbolico , e nè anche per lodegiusta , che non ha luogo ne’ titoli delibri, dove si ricerca la simplicità natu-rale , disdicendo in sî fatte materie illasciarsi trasportare dalla passione, e dasentimenti particolari . Domenico Farrisopra P edizione presente ne fece un’ al-tra in Venezia nel 1569. in duodecimo.
( * ) Se a questa edizione, della qua-le parlammo altrove , si aggiungono apenna dodici versi , che per isbaglio lemancano nel Canto VI. del Purgatorio ,ella si può dir la migliore , che abbia-le spiegazioni , e queste son di Trisott:Gabriella (fi) .
stolo Zeno.
(£) Nel catalogo delle edizionistella Com-media di Dante, premesso a quella di Pa-dova presso il Comino ( pag.XLlI.), regi-strandosi la suddetta con l’espofizione delDaniello pubblicata dopo la sua morte ,visi nota il difetto dei dodici versi, e visilegge parimente, che per opinione di Dio-mede Borghesi , il celebre T rison Gabrielefosse ît"v«ro autore di questa esposizione:nella qual credenza perà conviene proce-dere