z§2 Biblioteca della Eloquenza Italiana.
(*) I Tre Tiranni di Agostino
Agostino de Vitali 1533 .
messe alle stampe in prosa , tranne la Sco-lajìica («) , la quale dopo lui morto , se-condo il Pigna [ Romanzi lìb.II, p.104.],fu compita da Gabriel suo fratello .
(*) Il buon Pietro Aretino nel suo Dia-logo delle Corti beffeggia questo Ricco ,o Ricchi, e nelF Atto V. Scena III. delMarescalco afferma, che questa Comme-
Note di Apo
(«) Può essere, che l ’Ariosto abbia scrit-te in prosa le sue Commedie , tranne laScolastica ; ma messe alla stampa nón fu-rono , se non la Cassarla , e i Supposti .Quella àei Supposti su stampata in Roma,senza nome di Stampatore , ai XXVII. diSettembre nel 1524. in duodecimo; maquesta non ne fu la primiera edizione ;poiché lo Stampatore Romano mette a ca-ratteri maiuscoli nel!' ultima pagina que-sta breve avviso : Finisce la Comedia diLodovico Ariosto Ferrarese restituita alla suavera lezione dopo la scorrettissima stampadi SIENA . Questa, e la Canaria in prosifurono stampate unitamente inVinegia perNiccolò di Aristotele detto Zoppino nel 1525.in ottavo. Ci è parimente un’altra edizio-ne dei Supposti in prosa , fatta in Ariminoper Jeronimo Soncino 1526. in duodecimo;e forse ci sarà ancora quella della Cassa-rla. Monsignore è il solo, cui sia riuscitodi vedere la Lena , e ’l Negromante stam-pate in prosa. Egli doveva far registro al-meno delle due prime nel Capo preceden-te. Avendole egli quivi tralasciate , io hovoluto renderne qui avvertiti i leggitori.Ma che dirò del quando furono impressela prima volta le V. Commedie dell 'Ario-so in verso sdrucciolo ? Esse in varj tem-pi separatamente fecero la prima loro com-parsa . La prima a vedersi fu, a mio sen-timento, quella del Negromante , la qualescritta a mano , essendo capitata insiemecon la Lena in balla di Lodovico Dolce ,fu subito da lui divulgata col ritratto dell’autore nel frontispizio, e indiritta a Pie-tro Aretino, lagnandosi in essa di chi essen-do divenuto possessore di somiglianti teso-ri , del monde e di se stesso nemico , con le
Ricco da Lucca . In Venezia pei'in 4 .
dia fu da lui composta nella sua prima ado-lescenza con l' imitazione de' buoni Grecie latini (b ), la quale fu recitata in Bolo-gna alla presenza di tanti Principi , con-corsi ali’ incoronazione di Carlo V. e poidivulgata da Alessandro Vellutello , cheTesai ta nella prefazione , donde l ’Aretinoprese le suddette parole .
stolo Zeno.
chiavi dell' avarizia rinchius , e seppellitili tiene , nè per se medesmo gli adopera . Lastampa ne fu fatta in P'tnegia appresso Fran-cesco Bmdone e Mapheo Pasni il Mese diMarzo 1535. in quarto. Promette il Dolcedi porre in pubblico anche la Lena, e lostesso anno egli osservò la promessa, aven-do prodotto la Lena nel Maggio dell’annomedesimo 1535. presso gli stesti Stampatoriin 8. col ritratto dell’Ariosto nel frontis-pizio, dedicata similmente dal Dolce aM.Pietro Aretino; ma qualche altra edizioneassai guasta e mancante se n’era fatta perT addietro da altri , talché il verso nonvi avea più, per la maggior parte, formadi verso , nè di prosa, secondo l’espreslîo-ne del Dolce, perché alcuno ve n'è dipikdi quattordicisllabe, e altro di meno di nove .
(*) Il nome dello Stampatore di questaCommedia del Ricchi fu Bernardino , nonAgostino. Parlo con la stampa alla mano,non con l ’Allacci , che Io chiama altresìBernardino.
(b) Questo secondo luogo dell'Aretino vienprodotto anche MWAllacci ( Drammatur-gia p«g-l’t-l-') • Il Ricchi nella sua primaadolescenza fu in Venezia ospite dell 'Are-tino, che poi sempre Io amò qual figliuo-lo, e in tutti e sei i libri delle sue Letterecon molto affetto gli scrisse . FrancescoCoccio in una lettera diretta a LionardoParpaglioni, ed al Ricchi, l’uno e l’altroLucches , li chiama figliuoli in amore deldivino uomo: beati loro, per essere tantoamati da colui , che era in possesso dell'Aretina divinità . Il Ricchi in progressodi tempo studiò , e professò medicina , econ lo studio, che fece nel Latino, e nelGreco , traslatò alcune opere di Galene ,