6 Biblioteca della Eloquenza Italiana.
Per così. ragionare , non bisogna averealcuna contezza dell’ Istoria ecclesiastica,nè aver lentito mai nominare Grigene ,Tcoderà Mopstejkno , Pelngio , Nesìorio ,Espando Tostano , Calvin , il Molinos,e i loro seguaci , le proposizioni e reedottrine de’ quali si videro condannatene’ loro scritti molto dopo essersi insi-nuate fra’ Cattolici, e bisognerebbe dire.
Note di Apo
suo Canzoniere da Giuseppe Comino in Pa-dova nel 1722. e poi di nuovo nel 1732.in ottavo, finirono di accendere^ e d’ irri-tare la vecchia bile del nostro zelante Pre-lato contra i fratelli Polpi, promotori diquelle edizioni. Eglino- incerto modo pre-venendone le censure e le accuse , se nedi lesero bravamente a tutta lor polla inamendue le loro ristampe , laddove hanprodotto il catalogo, delle principali edi-zioni, se non di quante si fecero del Pe-trarca : il che fa , eh’io molto volentie-ri, per non ridire le cose da loro dette,mi dispensi, come ho fatto in altre simi-li dispute personali , dal!’entrar campio-ne, e di pie fermo anche in questa, ovesolamente andrò, a salti facendo qualchebreve annotazione, o sia postilla, al lun-go ragionamento dell’ oppositore , sopraque’ luoghi , che giudicherà pisi oppor-tuni .
,, Non giustifica î tre , anzi IP. dallaj ; , Chiesa condannati Sonetti ;’ impressione„ fattane in Fano città del Papa..
Ci è ancora l’impressione di Bolognacittà del Papa , fattane coi coment, delI ilei so a istanza di Sigismondo dei Librinel 1476. in foglio ; e quella di Ancona ,citta, pure del Papa, per Bernardino Gus-tai da Vercellese , corretto secondo la copiaa' Aldo , nel 1520. in ottavo; ma ciò cheè pisi, ci è la rara antica edizione, fattain ROMA medesima, proccurata, e assisti-ta da un Prelato domestico dello stesso Pon-tefice, o non veduta dal Fontanim , o adarte dissimulata , e taciuta . Si conservaquesta, come preziosissima gemma, \r\ Ra-venna nella libreria- Camaldolese: il tìto-lo, e ’l t- mpo dell’ edizione , da me esa-minata. e osservata, è ’l seguente :
ancora, che la suprema e dogmatica au-torità della Chiesti cattolica in cose talinon passasse oltre a Fano , e alle cittadel Papa . Le opere, del Machiavelli intempi , che non si usavano tutte le vi-gilanze e cautele, salutevolmente, intro-dotte dappoi , ti pubblicarono in Romanella Stamperia camerale del Biado ,dedicate, a Clemente VII., e appresso in.
* Sonetti eCanzone del chiarissimo Poe-ta Francesco Petrarca: — e in fine:
Multus eros primum - Petrarche : plurì-mus es nane :
Hec tu Messani dona Joannis habes ..
Sedente- Sixto lili. Pont. Max. AnnoChri-sii MCCC.CLXXIir. Impresine est hic li-bellus ROME in domo No&ittsViri Johart-nis Philippi de Lignamine Meffanenftsejusdetn S. D. N. familiaris. Anno e 'jus-àem Jecundo XX. die mensa Maii . infoglio ..
In questa Romana edizione leggonsi , e nonnascosti, ma al proprio lor sito, i soprad-detti tre , anzi quattro Petrarcheschi So-netti . Quel Giovanfilippo de Lignamine ,Cavalier Messinese , Medico e. Prelato diSisto IV. eresse in Roma a proprie spese-,e in sua casa una buona Stamperia, dal-la quale si divulgarono molte opere eccel-lenti, non meno sue che di altri, il ca-talogo delle quali ci ha lasciato il nostroPrelato nella sua opera postuma della Sto-ria letteraria Aquilejese pag. 355. ( RormeapudPalearinos 1742. in 4. ), ove però nonsi vede mentovata quella, del Petrarca , dicui si è parlato più sopra..
„ come se le pestifere scritture- e dot-„ trine , se non si condannano subito ,„ che scappano suora, non si potessero più,, condannare- dappoi.
L° autorità della Chiesa non patisce maiprescrizione. Ella è sempre infallibile ne’suoi giudizj , assoluta ne’ suoi decreti , esempre in tempo di condannare , ciò cheper qualche tempo si lasciò, correre pernon essersi usate le dovute cautele. Oltreali’opere del Machiavelli , si possono ad-durre in esempio quelle dell 7 Aretino, sof-ferte.