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Tomo secondo.
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I Lirici.

altre citta cattoliche Italiane . I Luoghiteologici di Filippo Melantone sotto no-me di Filippo di Terranegra , volgariz-zati dal Cajlclvetro : e, allo scrivere dicostui [ Poetica sol. 112. 2. ediz. i.} ,similmente i Comentarj di Martino Bu-cero sopra i Salili col nome finto di Are-zìo Felino , corsero lungamente fra’ Cat-tolici anche in Roma flessa (a) ; e perquesto , se diamo orecchio ai maestri del-la moderna maravigliosa dialettica, nondoveano condannarsi , nè levarsi di ma-no agì’ ingannati Cattolici, dopo scoper-ti dalla suprema autorità della Chiesa Ro-mana , la quale presso gli approvati scrit-tori ecclesiastici, e ancora ne’ Messali ,e ne’ Rituali [ Card. Thomafii AntiquiVibri Mijsarum Parte IL pag. 5 6 . col. 2.pag. 113. col. 1.], veniva sotto il nomedi Calva, per quanto altrove su dimostra-to [ Disquistio de Corpore S. Augujtinicap. xv. pag. 25. 26. ] : e sino il Savona-rola 1’ espresse con queste parole : io nondico , che abbia da mancare la Chiesa Ro-mana , che ubi Papa , ibi Curia . Tu

Note di àpi

ferte e stampate liberamente, e poi con-dannate , senzachè da alcuno si rifiatassein contrario.

(«) Tutto questo è pigliato di piantadalla prima Scaligerana, e da una nota ,che sotto vi appose P. C. cioè Paolo Co-lomefio: autore, che patisce gravi eccezio-ni. Il Melantone non si mascherò in quelsuo pestifero libro sotto nome di Filippodi Terranegra , ma sotto quello d ’Ippolitodi Terranegra ; e al Castelvetro si attribui-sce senza alcuna prova il volgarizzamen-to suddetto.

(£) non di eretici , ma di mordaci, e sa-tirici, non essendo dettati contra i dogmidella Fede , ma contra gli abusi di que'tempi infelici.

(c) Gridi e schiamazzi qui quanto puòe vuole, il concitato censore; Corte di Ro-ma, e Chiesa di Roma son due cose affat-to diverte. Nella prima posson correr abu-si, e disordini, e questi riformarsi , e cor-reggersi, come tante volte si è fatto e dai

sai , che la Corte è fata fuori di Romaaltre volte , e non perdette mai il nomedi Chiesa Romana [ Predica xx. sopraAmos pag. 190. 2. Pn Venezia per Otta-viano Scoto 1539. in 8. ediz. del Bruciali .]Questa Chiesa non è

Scuola di errori e tempio d 1 eresia ,

come dice un de’ Sonetti y ma ne’ suoidogmi santissimi è fine macula e fineruga . I testi di quei tre anzi quattroSonetti , attribuiti al Petrarca , e scap-pati suora prima, che si facessero senti-re le bestemmie degli ultimi eresiarchi,in sè stessi letteralmente dovunque fi tro-vino , portano seco di loro natura laqua ita di eretici {b) , mentre in. quelliassertivamente, non la Citta , o la Cor-te particolare , quasi cosa diversa dallaChiesa di Roma , secondo il nuovo lin-guaggio , che pur farebbe empia calun-nia ; ma la stessa Chiesa Romana, resi-dente allora col suo capo visibile in Avi-gnone , si chiama co’ nomi ereticali discuola dermi, e di tempio d? eresia (c)„

Più

sto lo Zeno,

‘Concilj > e dai Papi ; ma nella Chiesa diRoma non possono introdursi errori , son-data su la pietra angolare , e assicuratadalla promessa del nostro Capo invisibileGESÙ’ CRISTO . I quattro Sonetti del Pe-trarca sono scritti contra la Corte Roma-na, o quella fosse, che in Avignone si sta-va col iuo capovisbile, ma capo suor delsuo luogo; o quella solfe che in Roma erarimasta , corpo allora senza il suo capo .Tutti gli scrittori Cattolici di quel tempohan deplorati e detestati i gravi mali, edabusi, che nella Corte, e nel Clero di Ro-ma preso avean piede , e niuno per que-sto ha riguardati, e condannati come ere-tici -, i loio scritti , ma loro ha fatta ra-gione, compiangendo con esso loro stinse-licità di que'tempi.

„ ma la stessa Chiesa Romana, residen-„ te allora col suo capo visibile in Avigno-„ ne, si chiama co’nomi ereticali di scuola„ Tenori, e di tempio Teresa.

Le opinioni degli Sposi tori de! Petrarca

fi di-