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Tomo secondo.
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2.8 Biblioteca cella Eloquenza Italiana.

(1) -- Sonetti, Canzoni , e Trionfi con f esposizione dì Ber-

nardino Daniello da Lucca . In Vinegia per Gio. Antoniode'Niccolini da Sabio 1541. 1540. in 4.

(2) - - - Il Petrarca . In Venera nelle caje de'figliuoli d'Aldo

1546. in 8.

( 1 ) II Daniello , che dedica il libroal Vescovo di Brescia Andrea Cornan ,non da ingrato plagiario e malizioso co-pista , ma da Scrittore onorato , dichia-ra , che la presente opera in gran parteè di Trison Gabriella , tenuto pel Socra-te de’ suoi tempi, e che anzi piuttojlo. èdiTrifone, che sua , siccome altra voltaosservammo-, e- ora qui si ridice per av-visarne i plagiar / , affinchè tornino ecorrano presto a farsene essi i belli , e

Note diApo

(i ) Gio* Antonio de’ Niccolini fece la pri-ma edizione , ma la seconda su fatta daifigliuoli di lui , Pietro e Giovanmarìa , aistanza di Giambatifla Pederzano , librajoalla 'Torre , siccome avvertono i SignoriVolpi nel catalogo delle edizioni del Pe-trarca•■,. più copioso, e pisi esatto di quel-lo del Fontanini, che però seppe a suo gu-sto approfittarsene.

(«) A gran ragione il Fontanini si mo-stra geloso , che da altri gli venga ruba-ta cot'-sta rara Osservazione , che tutta èsua , benché, il Daniello l’abbia esposta agli occhi del pubblico nella sua prefazio-ne, e benché il Menagio insiti dalla Fran-cia abbia allungate, e stese le mani a ra-pirgliela , avendo affermata la stella cosa«elle foe Mescolanze, dai fratelli Polpi ci-tate, ove quegli asserisce, che le {posizio-ni del Daniello vengono attribuite a Fri-fon Gabriello, intendentifftmo del Petrarca.Anche Dìomede Borghesi, nelle sue LettereDiscorsive P. III. pag.i(5. lasciò detto , chest affermava da molti , che di questo Co-ntento era staro. Vautore , non il Daniello,ma Frisan Gabriele. Se di ta! razza sonoi plagiari di Monsignor Fontanini, né i lo-ro plagj s° n peccati irremissibili , e diconseguenza , né eglino son tenuti a re-stituzione. Cosi chi dietro a lui chiamasseAI. Frisone per, Socratg. de'suoi tempi, qual

i primi autori anche di questa piccolaosservazione, senza mai dire donde sharrpresa (a ), e con espressioni di tal quali-tà , che ci riducano a mente quanto hascritto Guglielmo Saldeno de Thrasonis-mo cruditorum , ora morbo epidemico[ De libris , varioque corum u.fu & abu-sa lib .. II. cap. III. ] . Il Damello moriin Padova , onorato con epitaffio [ To-masmi ìnscriptioncs Patavina pag. 184.]

S TO LO ZeNO-

lo disse Alessandro Zilìoli nella sua Istoriamanoscritta de’ Poeti Italiani , nulla glitorrebbe del suo, poiché si varrebbe di unespressione di lode, meritata comunemen-te in vita, e in morte da quel nostro ono-rato Gentiluomo, che per testimonianza diGiavita Rapido ( De Numero oratorio lib.V.)fu celebrato da Paolo Ramusio il giovanecon una Orazione funerale, recitata, adetto di esso Zilioli , in Venezia nellaChiesa di Santa Maria Celeste , dove fuseppellito.

(z) Questa è la quarta e ultima edizio-ne del Petrarca, uscita dalle stampe $ Al-do . Il Ruscelli ( Discorsi contra il Dolcepag. 3 .) l a esalta sovra d’ogni altra , peressere corretta col riscontro di un buoncodice da Monsignore Onorato Fasci fello .Questo Prelato, nato in Isernia, detta Ser-ga e da Giovanni Pallio , che in una lette-ra ali’ Aretino suo paesano ( Lett. al!Are-tino lib.ì. pag.ijj.), lo chiama nella lin-gua volgare, latina, e greca uomo gìudicio-so, fi> Monaco Benedettino, e poi Vescovodell’ Isola ( Armellini Bibliotb. Casinens. )Intervenne al sacro Concilio di Frentv-, edue anni prima della sua morte avendorinunciato il governo della sua Chiesa, afine di darsi tutto, alla contemplazione del-le cose celesti , e di meglio prepararsi aquell’ estremo passaggio , mori piamente