L Biblioteca della Eloquenza Italiana.
Il buon Jacopo , figliuolo di Gemma-ria Cajlelvetro , che fu, come si disse,fratello di Lodovico , altrove già ramme-morati , dopo la morte del padre e zìo ,seguita in paese e comunione di eretici,divulgò questo grosso libro , essendosipreso l’ardire di dedicarlo ad Alfonso ILEstense, Principe Cattolico, suo Signornaturale, e Duca di Ferrara , con lettera( se non mente ) scritta da Modano. il dii. di Febbraio 1582. Questo Jacopo fu in-timo confidente di Francesco Bettt , de-sertor della Fede, il quale rifuggitosi inAugusta , e appresso in Zurigo , e datosuora il manifesto della sua apostasia ,che il Muzio chiama, disfida ai Catto-lici , follemente diretto in istampa alprode e cattolico Marchese del Vasto ,da esso Muzio , flagello e terror de' clan-destini e pubblici Apostati , dopo la pro-mulgazione delle Vergeriane , e delle Men-tite Ochinìane in difesa della Fede , ri-cevette ancor egli bentosto la sua prontae dovuta Rispojta , che fu stampata inPesaro dal Cesano nel izz8. in ottavo ,
Note di Api
tro, se non a sostenere, che il Castelvetroè stato infetto d’eresia, e condannato dal-la Chiesa, e che perciò malamente è sta-to difeso da chi ne scrisse la Vita , stam-pata avanti le Opere critiche del medesi-mo; e siccome in questa parte è stata da-ta al F ontaninì piena risposta ne!!' Esa-me , che prima in Milano , e quindi inVenezia su impresso, e va per le mani ditutti ; io ne tratterò qui di vantaggio .Che sia , o non sia morto il Castelvetrofuori del grembo della nostra CattolicaReligione , egli è un arcano , in cui nèentrar può , nè fissarsi l’umana vista , eche solo è riserbato a chi vede , e pene-tra chiaramente il fondo de’cuori. Quan-to poi allo Scrittore di quella Vita, chia-mato dal suo capitale avversario , il pa-negirista , e 1’ avvocato del Castelvetro ,tutti pubblicamente questa giustizia glirendono , esser lui Sacerdote non menodotto , che pio , ss di probità conosciu-ta , che di sana dottrina ; farne fede i
con approvazione del Vescovo Costacela-ro , e del Padre Agapito Fino , Inquisi-tore nello Stato diUrbino. Indi il Mu-zio feriste contra di lui le Malizie Betti-ne , che vanno aggiunte alle su e LettereCattoliche . Qui mi occorre di nominareil libro indegno dell’ altro Apostata Mat-tia Francovìz , Schiavane da Albana ,che volle chiamarsi Flacio Illirico , per-sona diversa dal!' altro Mania Illirico ,di cognome Garbìzio , lordo pure dellamedesima pece, il qual libro falsamenteintitolato Catalogus testium verìtatìs ,che dovea dirsi mendaciorum , fu impres-so in Argentina da Paolo Macheropco aspese di Giovanni Operino da Bastleanel 1562. in soglio con una Appendice,stampata in Basica dall’ Operino nel me-desimo anno . A questo fraudolento Ca-talogo di menzogne , proprie deli’ Illiri-co , si oppose Guglielmo Emjegrein daSpira , impugnatele eziandio delle Cen-turie , compilate principalmente dal me-desimo Illirico , e scrisse un altro Cata-logo , giustamente intitolando nel modo' stesso,
stolo Zeno.
suoi costumi , e i suoi scritti ; e sentirfermamente della Cattolica Religione, co-me ne sentono tutti i buoni e zelanti Cat-tolici : talché a sparger la minima ombrasopra la chiara faccia della sua riputazio-ne , non è stato in conto alcuno valevolelo sforzo , e lo studio del suo antico im-placabile accusatore. Pastiamo pertanto adaltro, non essendo mia intenzione, orni»oggetto di scartabellare i libri dannatidell’ Illirico Flaccio , àe\V Eroldo , del Por-to , del Cariane, del Langueto , e di tantialtri Scrittori eretici , citati dal Fontani-ni , che n’ ebbe il comodo nella famosaBiblioteca , ove da capo a fondo riformò,a detto suo, la sua Eloquenza , a fine diandare in cerca, quasi con la lanterna diquell’antico Cinico, di quanti Italiani fu-rono miseramente della santa Romana Chie-sa apostati, e desertori , la cui memoria,anziché a’posteri restituita, meglio sareb-be , che stesse in profondo silenzio dimen-ticata , e abolita.