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»i»« funebre varamente onor singola-re, e, che fu fatto ancora a Scìpio Gen-tili in Altorf da Michele Piccano ; inBasica da Gio. Niccolò Stupano a CelioSecondo Curione , ancor questi de’ Favo-riti della Duchessa Renata , che da Fer-rara il fece passare a Lucca , benché ilRobortello il faceste dileggiare di là , eda tutta l’Italia : per sì degna e catto-lica azione biasimato dal solo Carlo Si-gonìo , suo nemico , e scolare di Fran-cesco Porto ; ma il libro contumelioso ,dove ciò fece, fu proibito e soppressi do-po stampato : e meritamente, perché ilCurione fu persona infetta a tal segno ,che co suoi Dialoghi de Amplitudine re-gni Dei , ove introduce a parlare il Mai-nardi , col quale se ss era già inteso inPavia , giunse a scandalizzare sino ilVergerio , il quale passò a denunciarlo alSenato di Basica . Quivi in Basica poi,in proposito di Orazioni, o declamazio-ni funebri ad eretici e apostati con ma-nifeste imposture, Basilio GiovanniErol-do ne fece pur una ad Erasmo in occa-sione di altra, molto diversa , ivi spar-sa , e fattagli da Ortenfio Landi . Questetre Orazioni si veggono tutte stampate .Ma la disgrazia porta , che 1 ’ Istoriconon ci lascia vedere quella delle lodi delsuo Castelvetro , compiacendosi con granlibertà di coscienza di parlar dolcementedella sua morte [ Listar, lib. TI. A. D.154^. j , come fece il Tuano di quelladi Luterò ; e di darci ancora il suo epi-tafio, in cui si (lice, che il CastelvetroIMPROBO RUM savitiam fugit, e chein LIBERO solo LIBER moriens , li-bere QUIESCIT . L’ autore di sì belloepitafio , contra lo stile ordinario , inpregiudicio della verità isterica volle oc-cultarsi in queste lettere iniziali , nondici frate dal Panegirista , E. M. M. Mapuò estere , che un giorno rimanganodici frate . A chi leste non ha gran tem-po , che per la nuova e forte ragionedi un improvviso può essere , non è diTorno IL.
Fede, che l’eresiarca Luterò si sia dannato , potendo estere , che stasi pentitoquantunque abbandonato dalla divina gra-zia , messo in balìa del demonio, e mor-to imbriaco dopo cena , non darà granmaraviglia il tenore di questo epitasto .Al rimanente queste Opere crìtiche , lequali hanno la disgrazia di esser moltoverbose e piene di confusione e disordi-ne , mancando alla Vita , e a tutto illibro il lucidus ardo , e principalmentepoi la verità e l’onestà ; e mettendosiprima quelle cose , che andrebbono do-po , e in un luogo quelle , che vannoin un altro , furono stampate in Mila-no dali’ Argelati con approvazione e li-cenza , appoggiata alla fede del SignorSaffi , dottore, e Prete ancor egli dellaCongregazione Ambrogiana degli Ofila-ti : e nella sua approvazione , per som-ma inavvertenza , come suppongo , sidice , che il libro contiene consona om-nino catholica fidei . Però bisogna, chepoi si venisse a conoscere, ciò non sus-sistere , e come il libro era indegno diessere stampato in Milano , città catto-lica , perché si mutò il frontispizio ; e'in vece della data di Milano , si misequella di Berna . Ma perché qui non sistampano opere , consona omnino catho-lica fidei , benché il libro non foste de-gno per altro di comparire in sembian-za di essere stampato altrove , che inBerna , o in altra somigliante città noncattolica , si pensò di mutare anche que-sto secondo frontispizio , e di metterviil terzo , ugualmente falso , con la datadi Lione del 1727. presso Pietro Fop-pens , Stampator di Bruffcllcs , e nondi Lione . Ma tanto in qualche esem-plare con gran torto del Signor Sa fi virimase in fine del libro la sua approva-zione , nella quale fi vede, che il buonSacerdote fu grandemente ingannato nelbel principio in lasciarla correre col suonome , per favorire chi da lui certo inmateria sì delicata e importante non me-F ritava