I L I r i c i. 4S
(i) Lezione di Frosino Lapini sopra un Sonetto del Petrarca. InFirenze per Lorenzo Panizjzi 1547. in 4.
- - - Lezione del fine della Poesia sopra il Sonetto del Pe-trarca : Lasciato bai morte. In Firenze per ValentePanizczi 15 67. in 4.
(a) Lezioni II. di Lucio Oradini (sopra due Sonetti del Petrarca).In Firenze pel Torrentino 1550. in 8.
Giovanni Cervoni da Colle sopra il Sonetto del Petrarca :
Amor fortuna . In Firenze pel Torrentizio 1550. in 8.Lezioni V. di Lelio Bonsi ( sopra alcuni Sonetti del Petrarcacon altre cose). In Firenze per li Giunti 15Ó0. tn 8.
Note di Apostolo Zeno.
Ricci, enunciate nella Commedia delle sueBàlie, la sola, che abbiam di lui, come-chè nel frontispizio l’abbia spacciata persettima . L’Orsi ago recitò nella suddettaAccademia sotto il Consolato di NiccoloMartelli , che ne fa menzione nelle suelettere pag. 78. un’ altra Lezione sopraquel Sonetto del Petrarca,
S'io fojfi flato fermo alla spelunca.
Fu egli eccellente Medico, e buon Poeta,e molte delle sue Rime si leggono sparse inpiù libri.
(1) In tre falli incappa qui il Fontani-nì : l’uno , col dare il nome di Lorenzoallo Stampatore Panìzzi , che sempre fichiamò Valente: il secondo, con assegnareali’ anno 1547. una Lezione sopra il Pe-trarca al Lapini, che in tal anno non nefece alcuna: il terzo, col volerci far cre-dere , che il Lapini abbia stampata unaLezione sopra il Petrarca , diversa dallaseconda . Si dee pertanto levare affattodalla sua Biblioteca Italiana il titolo del-la suddetta prima Lezione, che solamenteè uscita dal capo del Prelato Friulano, enon mai dalla penna delPrete Fiorentino.Della vera , e unica Lezione del Lapininon sarà ora mutile il riportare l’interoe preciso titolo:
* — Lezione , nella quale si ragiona
in universale dei fine della Poesia , sopra
il Sonetto di M. Francesco Petrarca : La-sciato hai morte: letta privatamente nell*Accademia Fiorentina ne! Consolato delMagnifico M. Jacopo Pitti . In Fiorenzaappresso Valente Panìzzi e compagni 15Ó7.in 4.
Questa Lezione è divisa in IV.Trattati,nell’ rissimo de’ quali ('ponendosi il dettoSonetto del Petrarca , si ragiona in uni-versale del fine della Poesia , e dell’ uti-le e danno , che si può trarre dalla let-tura de’ Poeti . JL’ autore la indirizza aTr odoro Bardi de'Conti di Vernio . In finevi si leggono ( pag. 201. ) XX. Stanze delLapini sopra la Dignità dell' uomo , fintecantarsi da Orféo agli Accademici Lucidinel Consolato di M. Filippo Merli, lor pri-mo Consolo ; e più basso ( pag. 207. ) visono XXX. altre Stanze, finte dirsi fa Apol-lo in onore di M. AlejsandroCerchi , secon-do Consolo dell’Accademia dei Lucidi, laquale era stata fondata in Firenze dallostesso Lapini.
(2 ! Due Lezioni, dice il titolo, di M.Lucio Oradini, lette pubblicamente nell'Ac-cademia Fiorentina . I Sonetti qui spostisono I. Quanta invidia tiporto. II. Semaifoco per foco. L’ Oradini le recitò nel iz-;o.essendo Consolo M. Alessandro Malegonelle.La nobil famiglia degli Oradini ài Perugiafi spense, al dir del Maltempi {Delle cosedi Perug. lib, IL pag. 64, ) , in un Poli-doro .
Dì-