I L i R i c I.
(*) Rime di M. Pietro Bembo . In Venezia per li fratelli da Sab-bio 1530. in 4. editane I.
- - - E ivi 1535. in 4. ed'rg. IL seguitata da queste altre .
- - - Ivi per Andrea Valvassore 1544. in 8.
- - - E ivi per Gualtero Scotto 1544. in 8.
--- E ivi per Comin da Trino 1544. in 8.
- - - E ivi per Bartolommeo detto /’ Imperadore 1547. in 8.
Note di Apostolo Zeno,
Cjim Tabula: Sonetti 283. Dialogo 1. Epi-stole 3. Eg!oghe4- Desperata r. Capitoli rp.in 4. senza luogo, anno e Stampatore : edi-zione bellissima.
* — E 1504. in 4. senza luogo e Stam-patore.
* - - Opere diMiser-Antonio ThibaldeoFerrara. Sonetti , Disperata ègloghe , Dia-loghi , Fpiftole, Capitoli , &c. Venezia perMaestro Manfredo de Monferato MCCCCC-VIII. a di XXVI. del Meli deZugno, in 4.
* - - E in Venezia per Alessandro de'Bìndonì 1511. del mese a'Agosto in 4.
* - - E ivi per Simone deLttere adì 11.Feltrato 1313. in 12.
Ma le suddette edizioni non sono le pisicopiose, nè le migliori , delle quali con-venisse valersi, a chi, col parere di Mon-signore, si mettesse ali’impresa di ripulir-le, e di ristamparle, e fosse persona simi-le al Corbinelli, ed al T iti . L’anno 1517.Niccolò Zoppino pubblicò in Venezia alquan-te rime di diversi; e tra effe XVII. Stan-ze del Febaldéo , non prima stampate ,che vennero aggiunte alle posteriori edi-zioni delle sue opere, con questo titolo:
* - - Opere d’Amore con le sue Stanzenuovamente aggiunte, in Venezia per Nic-colò di Aristotile di Ferrara detto Zoppino ,e per Marco Guazzo con somma diligenzacorrette 1534. in 8.
Questo Marco Guazzo non era simile ,come il Fontaninì avrebbe voluto , nè alCorbinellì, nè al Titi . Il Zoppino le aveagià date suora nel 1517. e 1522. pure inottavo.
* - - E ivi per Bartolomeo detto l'Impe-radore , e Francesco Veneziano 1344. in 8.
* - - E finalmente, ivi appresto AgostinoBindonì 1330. m 8.
Volendosi fare una piena, e migliore ri-stampa delle cose volgari del Fcbaldéo ,
questa si potrebbe arricchire, collazionan-dole in prima con un bel testo in carta-pecora, assai più copioso delle stampate ,già posseduto dall’ Abate Verdani , e poicon la giunta dei cinque Capitoli , cheil Signor Abate Parisotti pubblicò nel to-mo XIX. degli Opuscoli Qp. 507. 1739.1/1 iz.)che qui si stampano da Simone Occhi ; econ quella ancora di alquante Pgloghe ,esistenti in un codice della Libreria Duca-le di San Marco, e su già tempo di Giam-batista Recatati , che avea disegnato diporle in luce con molte altre di più Ri-matori , viventi nel tempo , o presso altempo del Teba/déo , le cui opere volgatisono lodate dal Liburnio nella prima del-le sue Selvette . Delle latine però , chedato gli avrebbono più di riputazione ,pochissimo è quello, che n’ è rimasto . IlBembo raccomanda a Girolamo Negri Let-tere Voi. III. lìb.6. in una sua lettera , lacui falsa data fece credere, che il Tebal-déo fosse morto nel 1327. laddove la suamorte non addivenne, se non nel 1537. inRoma; gli raccomanda, dissi, che insiemecon Angelo Colocct continuasse a raccoglie-re, e a rivedere gli epigrammi, e i Sonet-ti , ultimamente fatti da esso , e a ricu-perarli da’suoi amici, che dovevano aver-gli da lui uditi , poiché non ne avea la-sciato in iscritto alcun testimonio: la qualcosa deplora, come gran perdita , il Bembo.
(*) Qui ci si presenta una lista di XV.edizioni delle Rime del Bembo, ricopiatafedelmente da quella, che ne sta registra-ta in fine del tomo II. delle sue Opere ,stampate in Venezia in forma Atlantica ,giusta la frase del Fontaninì, solito per al-tro andar più parco , e più scarso in so-miglianti registri , qualora non trovi chigli faccia lume, e gliene apra la strada.