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Tomo secondo.
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i 6 S Biblioteca della Eloquenza Italiana.

dal magnìfico suo -padre, opulente e lau-tissimo Signore , e regulo ALTICOLOfiotto il giufiìfifimo imperio del santo eferoce Leone marino , ebbe in dote granparte della decima regione Venezia , cheè la Marca T rivi piana , di cui si vede,che Polifilo fu natio , e parlando egli pa-rimente di Aitino , e di Torccllo , manon già della città di Venezia di qui

Note di Api

voluto indicare e ricordare COLLALTO ,e P illustre prosapia di questo nome, egliprofondamente sognerebbe anche desto, ealiai pili delP addormentato Polifilo . Perquel!' ALTO MONTE non altro qui si deeintendere , se non quella catena di mon-ti, Montes Taurisani , mentovati da Pli-nio , i quali fan cerchio , e corona allasuddetta regione, TAURISANA perciò nun-cupata : aggiunto ad arte taciuto da Mon-signore , perché poco favorevole al suosentimento. Nelle Rime di Gassarci Stam-pa per Conte dell’ALTO COLLE intendesichiaramente il suo C ollatino di Collalto :ma nel testo di Polifilo per PALTÒ MON-TE, da cui la Marca Trivigiana vien de-nominata TAURISANA , non sarà mai in-teso COLLALTO : anzi pisi sotto lo stessoPolifilo afferma ( Liè. II. Regest. A. III. ) ,che la nobile e magna cittade ( ài Trivigi )di gente munì tipa dal COLLO TAURISA-NA fu mmeupata .

sa) Unire, e racchiudere in un solo pe-riodo più cose , che nel libro di Polifilosono in molti e lontani luoghi disperse ;troncarne quelle, che non tornano a con-to ; e aggiugnerne altre di proprio capa ecapriccio , egli è un artificio , di cui ilTontanini è solito far uso , non solo inquesta , ma in altre sue opere , per fardire agli autori quel tanto, che mai nonhanno sognato , non che asserito E perdarlo a vedere nella tessitura del soprad-detto periodo , ove si concatenano , e siconfondono insieme studiatamente pisi co-se , separatamente dette , e collocate daPolifilo , sono costretto ad esaminarle adlina ad una conPordine stesso, concili dalFontanini vengono esposte.

i. Quel magnifico, opulente, e lautissimosignore e regulo ALTICOLO ( Lib.ll. Re~

sembra piuttosto alludere alla casa de’Conti di Collalto , principali di quellecontrade , anticamente Signori dì Trivì-gi (a) , e per la loro gandezza, già da pisisecoli ascritti alia patrizia nobiltà Ve-neziana ; onde Benedetto Lampridio ,di uno di essi, che su Manfredi , ebbea dire :

Natus re gibus illeTarvifimis.

Que-

stolo Zeno.

geft. A, II.), che presiedeva alla regione eMarchia Taurifiana , chiamavasi TITOBUTANECHIO . Non era egli adunquedella Casa COLI,ALTA, ma della BOTA-NECH1A, ora spenta, che tra le antichefamiglie nobili Trivigiane dal Burchelatine’ Comentarj , e dal Bomfacio nelP Istoriavien registrata.

2 . Quell’aggiunto ALTICOLO, dato alregulo Butanechio ( Ivi ), non sa allsisione,come pensa il Fontanini , al luogo di Col-lalto , ma significa nello stile di Polifilo ,signore in alto palazzo abitante , ovveroposto in eminente ed eccelso grado.

Z. Questo Butanechio diede in moglie aquel Lelio Syluro (Ivi), già mentovato perprimo stipite della schiatta Leli a, Punicasua figliuola , appellata Travista , dotan-dola ampiamente di una gran parte delladecima regione Venezia: il che non su giànel tempo , che questa regione era , comeartificiosamente il Fontanini si finge, sot-to il giustissimo imperio del santo e feroceLeone marmo ( Regeft. A.III. il parole as-sai staccate da quelle di sopra; ma ih se-coli cosi rimati, che Trivigi non era an-cora fondata con questo nome , e tantomeno passata sotto il dominio de’ Vene-ziani .

4- Vuole il Fontanini, che dal libro diPolifilo si tragga , che questi fosse natiodella Marca Trivigiana, e non di Venezia,perché ivi parla di quella Marca , e pa-rimente di Aitino, e di Forcella, ma nongià della città di Venezia . A Polifilo ,attento nella sua opera a celar la sua con-dizione, è bastato d’aver fatto Pelogio diVenezia sotto Pallegoria del santo e feroceLeone marino, sotto il cui giustissimo domi-nio la Marca Trivigiana era felicemente di-venuta , dopo essere stata , al dir di lui,

cum