L’ I S T O R I A. IYZ
Le Opere magnanime de’ due Tristani , Cavalieri della Ta-vola ritonda (librili.)» Vìnegia per Michel Tramezzi-no { alla Sibilla ) 1555. in 8. dedicaci a Flamminio dell’Anguillara. Nel privilegio di privativa del Senato di Ve-nezia , l’opera si dice tradotta dallo Spagnuolo .
Amendue queste opere , citate anche costituiscono il famoso Romanzo delladal Trissino [Poetica divistone vi. p.pz.z .], Tavola ritonda (a) , venuto original-mente
Note di Apostolo Zeno.
(<t) Ci è ancora una terza opera Ita-liana tradotta , non meno famosa delledue precedenti , necessaria a dar compi-mento al Romanzo della Tavola ritonda ;ed è quella del Re Meliadus , padre delprimo Tristano , di cui nacque il secon-do ; e perà riporteronne il titolo , e Tedizione a piena intelligenza di questamateria.
* Gli egregi fatti del gran Re Meliadus,con altre rare prodezze del Re Arisi, di Pala-mides, Amorault (Amoraldo) diIrlanda,il buon Cavaliere senza panni, C^Ueault(Gallealto) il Bruno, Segurades, Galaad,ed altri valorosi Cavalieri di quel tempo.In Venezia con la solita insegna d’ Aldo nelfrontispizio i$ 6 o. (ma in fine) in Veneziaper Giuseppe Guiglielmo Vicentino alle spe-se del nobil uomo M. Federico Turnsana(non Torregiano) cC Asola 1558. in 8.
* - - - La seconda parte delle prodez-ze e aspre guerre del gran Meliadus Redi Leonis , & il suo innamoramento conla morte, tradotto dal Francese nella Ita-liana favella. In Venezia al segno di Aldo( nel frontispìzio ) 1559- in 8.
Di questo terzo Romanzo dirò pochecose, bastandomi l’averlo accennato perla sua rarità, e per la coerenza, che tie-ne con quelli di Lancilotto , e deidueTY/-stan't . Il Tunisino , che lo diede a stam-pare, si sa merito di averlo come rinno-vato, e rimesso in buon ordine, e di aver-lo fatto traslatare dalla lingua Francese,anzi da quella di molte parti della Fran-cia , in modo che di essi più linguaggi siera dovuto farne uno tutto di nuovo .Stando al detto del Tunisino , conv erreb-be credere , che il Meliadus fosse statostraniero affatto ali’Italia prima di questarecente traduzione ; ma la verità si è ,Tomo IL
che molto innanzi era stato volgarizzato,sovvenendomi di averne veduto un esem-plare a penna, scritto dentro il secolo XV.in gran foglio, e ciò fu nella bottega dellibraio Bernardoni , molti anni sono de-sùnto . Ma torniamo a Lancilotto , e aiTriplani.
„ Amendue queste opere , citate anche„ dal Trissino , costituiscono il famoso Ro-,, manzo della Tavola ritonda.
Di queste due opere mostra il Fontaninìdi far gran caso , sì per quel molto chene disse in più interi capi del Libro I.( Capo XXXIV. XXXV. XXXVI. XXXVII .)sì ancora per quello , che qui ne soggiu-gne . Il giudicio di lui , che in me , ein tanti altri giustamente può molto , midiede stimolo a farne , non però senzagrave tedio , e fatica , un’ attenta lettu-ra , dalla quale mi liberai finalmente ,non senza esserne rimasi» scandalezzato ,quanto al buon costume, e alla religione;poco soddisfatto , quanto alla lingua ; enon ben persuaso, quanto alla pretesa an-tichità della traduzione . Parventi strano ,e anche male , che con tante lodi si tor-nasse a invitare ia gioventù a ripigliarper mano cotesti libri di cavalleria , cheda cento e più anni in qua erano andatiin dimenticanza, e stavan si nelle botteghein assai cattivo arnese, polverosi e tarlati.E primieramente , quanto al buon costu-me , un pubblico , e continuato adulterioè egli una virtù eroica, e degna, che per-ciò se ne-ssaccia no quelle magnanime pro-dezze dai principali campioni dell’ altecavallerie , nei tre suddetti Romanzi de-scritte ? E pute Lancilotto, Tristano il pa-dre, e Meliadus sono egualmente macchia-ti di sì nera pece nei loro impudichi amo-ri , il primo per Ginevra moglie del ReB b Anù