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colare dal Nisteli , -1 quale per altro siadattò di buoni occhiali al naso per benrivedergli i conti , e fargli restituire ilmaltolto. V Ariosto adunque facendo im-pazzire il suo Orlando per amore di An-gelica , \vrinò la pazzia di Lancilotto, av-venutagli per amore dalla Regina Gine--yya. L’invenzione del vaso posto a Ri-naldo ( Canto XLIÌI.) , affinchè con essofacesse prova , beendone , della onestà disua moglie:, è tolto di peso da quel comoincantato d’avorio, che nel libro I. diT risiano ( Capo LXV. ) era portato da una
ORIA. iqq
donzella alla Corte del Re Arth, di Breta-gna, acciocché le maritate, beendone an-eli’esse , della loro castità e fede faces-sero sperimento . Ma ’1 più considerabiledei furti dell 'Ariosto (Canto XV. e XVI.)è’1 mirabile, e lungo episodio di Grifonecon Origille, e Martano, corrispondente inquasi tutte le circostanze al racconto ,che fa Mei {aduste ( Parte II. cap. LXXV. )d’una gran vergogna avvenutagli per lamalizia di una falsa donzella , qual suOrigille , e per lo tradimento di un vilcavaliere , e da poco, qual fu Mattano »
CAPO Vili.
L'Istoria nummarìa e lapidaria .
(i) T'\Iscorsi di Enea Vico Parmigiano sopra le medaglie de-I J gli antichi ( da lui dedicato al Duca Cosimo I. col suoritratto in rame ) . InVinegia presso il Giolito 1558. in 4.di corsivo.
* - - E restituiti da Giambattista Duvallio , regio Segreta-rio e interprete delle lingue orientali e straniere ( chededica il libro al Cardinal di Savoja ) libri II. In Pari-gi per Maceo Ruette lóig. in 4. grande , dì tondo con In-dice delle cose .
In principio ci § un catalogo degli sii fono i nostri, Giovanni Grimani Pa-antiquari , presso i quali si trovavano inarca di Aquileja , e Tiberio Deda-le medaglie , da lui citate : e tra que- no (a) . Del Fico ci fono ancora le
Au-
KTote di Apostolo Zeno.
( 1 ) * -- Ria prima volta, A-r iz 4 .pur di corsivo.
Ci è la stessa dedicazione al Duca Co-simo col ritratto del medesimo in rame ,disegno, ed intaglio bellissimo di esso Vi-co: OPUS iENE/E, che cosi sta a piè delritratto, confessando il Vico nel proemiodi questi suoi Discorfi, divisi in II. libri,che sua propria arte era il disegno , e l'in-tagliare in rame'. Egli ha la gloria di es-sere stato il PRIMO a scrivere in linguavolgare intorno alle antiche medaglie, egiustamente se ne vanta , e pavoneggiasnello stesso proemio.
(a) Il Patriarca Grimani appartiene conpiù ragione ai nostri Veneziani, i musèide’ quali fono stati il maggior fondamen-to di questi Discorsi, ove l’autore va ci-tando , e lodando quelli del Bembo, dicui egli afferma essere stato certo il PRI-MO in dar lume alle medaglie, dell’Aba.te Giustiniano , di Aleffandro Contarini ,di Andrea Loredano , di Antonio ZantamCavaliere, di Francesco Barbo , di Fran-cesco Veniero , di Gabriel Vendramino , edi Stesamo Magno , tutti dell’Ordine Pa-trizio, e quelli insieme di Antonio Manu-brio, e di Monsignor "Torquato Bembo :
tanto