Band 
Tomo secondo.
Seite
204
JPEG-Download
 

204 Biblioteca della Eloquenza Italiana.

(*) - - - Dialogo pio e speculativo con diverse sentenze latine evolgari. In Lione appresso Guglielmo Roviglio 15dio. in 4.

Dichiarazione della pianta delle antiche Siracuse, e di alcu-ne scelte medaglie dì esse, e de’Principi, che quelle pos-sedettero, di Vincenzo Mirabella ( con figure in rame).In Napoli per Lacero Scoriggio 1 < 5 i 3. in foglio, edizione I.

La Sicilia di Filippo Parma, descritta con medaglie , con lagiunta di Lionardo Agostini . In Roma per Lodovico Gri-gnani 1649. in foglio , edizione IL dopo la prima e raradi Palermo del 1612. in foglio, Pane I. ( solamente ) ef-sendovene anche un’ altra di Lmie del 1697. in foglio ,meno pregiata , sotto nome di Marco Majer , in cui eb-be mano Francesco Deseine , librajo Francese in Roma ,il quale però veduto nel titolo il nome di GtambatifìaMannelli , famigliare di casa Massimi, lo tolse via da tut-ti i suoi esemplari .

( * ) Il Pìgnorìa dice , che il Sìmeoni ,e 1’ Ervarto furono ingannati dal falsodisegno di certo marmo nel modo di rap-presentare la noce pitica , dedicata a Ci-ocie [ Magna Deum matrìs Idaa & At-tidis initia pag. 248. Francofurti 1629.pojl P etronium in 4. ] . WS irrisoni in det-to Dialogo pag. 20 r. porta una gran te-sa di marmo , alta cinque piedi con labocca aperta , e d’ogni intorno crinita,che egli chiama radiata , attribuendolaad Apollo , quasi foste dell’ oracolo [ DeColumna Trapani pag. 305. ] ; ed è in

suli’andare di quella di santa Maria inCofmedin , volgarmente detta la boccadella verità , e presa dal Fabrctti peruna bocca di chiavica , cioè di sgorga-mene di acqua : sopra la quale il Cre-J'cìmbeni [ Tjloria della Chiesa di SantaMaria in Cofmedin pag. 36.} si trattie-ne in molte parole . Un’altra ne è suin alto nel muro della casa a man destraentrando nella Villa Lodovifi , qui soprai PP. Cappuccini . Il ritratto àdSimeo*ni sta nel Dialogo pag.203.

Note di Apostolo Zeno.

tur Maria , Regiumque Sortitus Ccelum ,• Regios Otnnes Mores Prre Se Tuhi j e so-stenendosi egualmente superbo , e petto-ruto, per due pagine intere, sino alla fi-ne , cosi lo chiude : IPSE ANIMO SAL-TEM VIXI NEC REGIBUS IMPAR . Maalmeno più fedelmente trascritte avesse ,e meno guaste e storpiate le antiche Iscri-zioni, che egli riporta nelle sue Illustra-zioni . Eccone un esempio in una di Pe-saro, pag.< 58 . da me riscontrata con quel-la , che al numero XXVIII. con le altredi quella città ci ha data e spiegata mi-rabilmente il mio stimatissìmo Signor An-nibale Olivieri . (Marmara Pisaurenfia ,

Pisaiiri 1737. insci. ) Quivi A BEIN/E , leg-ge il Sìmeoni , in luogo di ABEIEN.T ;QUINQ. NAT. per QUINQUENNAT. - ePET 1 NEA PRISCA in vece di PETINIAPRI IEDILI CUR . cioèCuruli , leggesi inun’ altra di Pesaro pag. 17. e ss Sìmeonilegge pag. 6g. LDILI CAR . e interpretaCarissimo . Più guasta ancora presso il Si-meonì , e assai mutilata è quella, che tre-gue alla stessa pag. riferita, come ella sta,Hall’amico Olivieri, col cui testo alla ma-no si può emendar tanto questa, quantale altre, che spettanti a Pejaro il Simta-ni ha corrotte , non illustrate..