xjo, Bilbioteca della Eloquenza Italiana.
Viaggi (di Giofafat Barbaro, e di Ambrogio Contarini, Gen-tiluomini Veneziani , e di altri ) fatti da Venezia allaTana , in Persia , India , e in Costantinopoli , con ladescrizione delle Città, luoghi sui e costumi , e dellaPorta del gran Turco ( raccolti da Antonio Manuzio ) .In Venezia nelle caje de'figliuoli dAldo 1545. in 8.
(1) Comentarj delle cose de’Turchi, di Paolo Giovio , e di An-
drea Gambini, confarti e con la Vita di Scanderbeg. InVenezia in casa de'figliuoli di Aldo 1541. in 8.
(2) Marco Polo ( Gentiluomo ) Veneziano delle Maraviglie del
mondo , da lui vedute . In Venezia per Marco Claseri1597. in 8.
Francesco Pipino Bolognese dell’ Ordine de* Predicatori coetaneo del Polo ,
che
Note di Apostolo Zeno.
sell’altro de BURDEN', vantandolo feudosuo patrimoniale nel a Carnia. Est autemBURDEN ( cosi suo figliuolo) traSlus fa -xofi & infelicissimi foli in Carnorum finì-bus: terra infrugifera lingua Carnorum, &■Cbroatarum terra in fatti tanto infeli-ce, ed inofpita, che i Geografi non sep-pero ancora scoprirla , onde può calco-larsi per terra incognita . Rimanga adun-que ad amendue gli Scaligeri il loro pa-terno Bordone , e se pur vogliono, che cisi aggiunga il cognome favorito della Sca-la ,. io abbiano in pace , come lo ebberoCammillo Seal gero dalla Fratta , Pace del-la Scala , ginrisconsulto Padovano, e altriancora,, a nessuno de’quali saltò nel ca-po il chiribizzo di chiamarsi discendentidai Principi di Verona. Della pretensionedi Giuseppe credo, che si pigliasse giuoco
10 Speroni ( Opere tom, P. pag, 371. ) alquale scrisse cosi Filippo Ptgafetta in da-ta di Parigi X. Luglio 1.582. Questi ( cioè
11 medico. Lodovico. Durett ) ba grave ten-zone con Giostffo Scaligero , che s'intitolaPRINCIPE, e fu figliuolo di Giulio Cesa-re di cui P. Sig,, altra, volta mi disse ta.razza.
(1) Il Giovio■ diede fuori i suoi Com-mentarj dapprima nel 1531. in ottavo ,dedicati ali’Imperador Carlo. P. Furono-poi tradotti in latino da Francesco NegriBadimele, della cui apostasia in altro luo-go si è. ragionato.. La sua versione fu stam-pata. in Parigi nel 1538. in ottavo,*.
f 2 ) * — E ivi per Zoanne Baptista daSesta Milanese MCCCCXCPI. adì XIIT.dei mese di sunto regnante lo IllustrissimoPrincipe /htgujhno. Barbadico. inclito Ducédi Penezia in 8.
Io son di parere, che questa siala pri-ma edizione dei Piaggi di Marco Polo ,che da Mslchior Sesta furono dipoi ristam-pati nel 1508. incitavo, e cosi altre vol-te. In queste ed zioni del Sesta l’opera èdivisa non in III. libri , come la mettonoi traduttori latini, e la Relazione volga-re ,. che ne diede il Ramufîo , ma bensìin Capi,, chequi fono in numerodi CXLIII.Ella è scritta in dialetto antico Penezia-no con molta semplicità , e per quello ,che pollo giudicarne , è prera e vienein parte dall’antico, suo originale; imper-ciocché io fono persuaso , che il Polo lascriverle primieramente , non come vuoleil Ramufîo , in lingua latina ,. ma nellavolgar sua natia, e che poco dopo da al-tri, come vedremo,, solfe traslatata in la-tino. Attcsta adunque Giambatista Ramu-Jio , che Marco Polo, estendo prigione de'G.novesi, si se’Venir da Venezia i Memo-riali de'suoi Piaggi,, e si diede, nel 1298.a stenderne in latino la Reiezione , con-fortato a ciò, e anche ajurato da un Gen-tiluomo Genovese suo amico . Soggiugneposcia, che la d.rta Relazione fu volga-rizzata , ma non dice da chi, e andò pertante mani, che tutta Italia in pochi westne fu ripiena,.