vjz Biblioteca della Eloquenza Italiana.
contrario, esser vero, che il Polo dettas-se, e facesse scriverli ■volgarmente in sualingua da quel Rujìighelto da Pisa , cheseco era in prigione, siccome molti annidopo Frate Aitano Armeno, signor di Car-chi , dettò a Niccolò Salcone la relazionede’suoi Viaggi in lingua francese, che poidal Salcone medesimo traslatati in lati-no, a Papa Clemente quinto vennero de-dicati. Di tre volgarizzamenti per altrodi Marco Polo si può render conto, iqua-li fono tra loro diversi , non solo nelladettatura, ma anche nei racconti, e nel-le divisioni, o per libri, o per capi. L’uno, come dissi, è in lingua popolar Ve-neziana , come quello del Ms. Soranzo ,da cui varia in parte quello stampato dalSeffa, alla cui edizione si sono attenute■posteriormente altre edizioni in gran nu-mero, una delle quali è la mentovata disopra dal Fontanini. Il secondo volgariz-zamento è quello, al quale il Ramufìo ,dopo averlo riscontrato con diversi esem-plari , scritti, com’egli dice , già più didugent' anni avanti di lui , assegnò il pri-mo luogo nel Volume II. della sua Rac-colta di Viaggi, e Navigazioni ; ma que-sto volgarizzamento, se da lui non fu fat-to dì pianta, fu rifatto almeno, ed inmolti luoghi accorciato , per quello , chene attestano sì gli Accademici della Cru-sca, che re han fatto il confronto col te-sto antico dell’ Accademia , come ancoraPaolo Colomejto ( Colemejsii Opera Harnbur-gì 1709. in 4. pag. 323. ), che lo collazio-nò con altro esemplare d’antica edizio-ne, comunicatogli da Isacco Fosso- Il ter-zo volgarizzamento è scritto in buonafavella Toscana, allegato nella Crusca coltitolo di Storia di Marco Polo detto Mi-lione; e a parer del Salviati ( Avvertim.■voi. 1. tib. IL cap. 12.), fu dettato Fan-no 1298. ma quest’anno farebbe Fannoposteriore a quello, in cui il Polo aveascritto il suo libro : qtiest’epoca dell’au-tore può essere, che sia passata dal te-sto latino nel volgarizzamento Toscano,e abbia indotto il Salvimi a crederlo pa-ri di antichità al testo originale. Anticocertamente , ma non di tanto , conviensupporlo, non solo perché il testo vedutodal Salvtat't presso Domenico Mazzuoli ,detto lo Stradino, vien qualificato da luiper oltre modo antico , e corretto, benché
mancante il principio, e la fine; ma per-ché il testo, che adducono gli Accademi-ci nel!’ultima loro edizione, appartene-va già tempo a Pietro del Riccio, che nefu il primo possessore , e vi notò sopra ,che quel codice era stato scritto di manodi Michele Ormanni suo bisavolo da latodi madre , il quale era morto nel 1309.Posteriori di tempo, ma non gran trattosono le due versioni latine dei Viaggi Orien-tali di Marco Polo; il che serve di argo-mento a credere , che egli non lo avessescritto in tal lingua : poiché se fosse sta-to altrimenti, era superfluo , che altri sifosse presa la briga dì porre con altreparole in latino ciò , che in latino erastato scritto dal suo medesimo autore. L’uno dei due traduttori è stato FrancescoPipino Bolognese, dell’Ordine de’Predica-tori , che in un codice del Signor Mar-chese Scipione Maffei vien chiamato Fran-cese bino , e in una vecchia edizione diVenezia si fa essere di casa Peperi, o Pepa-li ( Echard Scriptor. O. Prred. tom.I.p.539.').Nel Capitolo generale del suo Ordine, te-nuto in Bologna più tosto nel 1302. chein quello del 13x5. egli fu incaricato ditraslatare di volgare in latino il libro delPolo per que’motivi , che nella sua pre-fazione vengono dichiariti . In un testoantico della Libreria Estense, scritto incarta pecorina , leggesi la sua traduzionecon questo cominciamento : Lìbrum pru-dentis honorabilis ac fidelis viri D. Mar-chi! (così) Pausi de Venetiis de conditio-nibus & confuetudinìbus Orìentalium re-gionurn AB EOIN VULGARI fideliterEDl-TUM O CONSCRIPTUM compellor egoFr. Francisohinus Pipinus de Bononia Or-dinisFratrum Pradicatorum a plurimìsPa-tribus & Dominis noflris veridica & fi-deh translatioae de VULGARI ad LATI-NUM traducere &c. Anche di qui si com-prende, che la versione latina fu cavatadal testo originale del Polo, il quale avea-lo dettato in sua lingua materna ,• e pe-rò talvolta su malinteso dal Frate, poi-ché a molte voci Veneziane, che qua e làvi Rincontrano, mal corrisponde la suatraduzione. Quanto ali’ altro interpretelatino, Punica notizia, che se ne abbia,ci viene dal Padre Echard (Le.pag. 540.)*,nella cui Biblioteca degli Scrittori del suoOrdine leggesi la prefazione di quel Vano-nimo