L’ Istoria. 295
(*)--- L’Imperio diTiberio Cesare, scritto daCornelioTacitonegli Annali, espresso in lingua Fiorentina propria da Ber-nardo Davanzati Bollichi (connote infine, daini chiama-te postille). In Fwrenza per Filippo Giunti 1600. in 4.
Note di Apostolo Zeno.
del Dati, che, quando ne diede fuori ilprimo libro degli Annali > asserì che ilvolgarizzar tutto Tacito , non pareva ,che più occorresse , avendol fatto .Gior-gio Dati con ampio ftile , e facile , e ciò,per allargare, e addolcire il teso sì strin-gato, e sì brusco .
(*) Un valentuomo, opiù tostoun millan-tatore Francese Q Davanzati lettera a Bac-cio Valori ) , esaltando la propria favellasopra di ogni altra , mostrandola confor-me alla Greca, dandole il vanto dellabrevità, e la nostra dicendo languida, elunga, e come la cornacchia di Uso po ab-bellita delle penne Francesi, diede impul-so al Davanzati di por mano alla versio-ne di Tacito , come il più stringato , ebreve scrittore di quanti ne abbiam frai Latini , e di farla in modo, che fosse epiù ristretta del testo, e più ricca di ma-niere sue proprie , e di quelle ancora ,che ci furono lasciate da’Greci , che laSicilia, la Magnagrecia, e ultra parte d’Italia, assai più che Marsiglia abitarono.Egli pertanto dettolla con parole, e pro-prietà Fiorentine ; ma dapprincipio cre-dette , che bastevol fosse il produrne unpicciolo saggio con la traduzione del pri-mo libro degli Annali , così da lui inti-tolato:
* Il primo libro degli Annali di GajoCornelio Tacito da Bernardo DavanzatiBostichi , espresso in volgar Fiorentino :per dimostrare quanto questo parlare siabreve , e arguto (a Baccio Valori Sena-tor Fiorentino, Cavaliere, e Giureconsul-to )In Firenze presto Giorgio Marescottia;pt 5 . in 8.
Avendo dappoi egli inteso, che quel pic-ciolo faggio pareva piuttosto uno sforzo ,che una prova del tolto impegno, attesea proseguire il suo volgarizzamento , eaccompagnò quel primo libro con gli al-tri quattro, che il seguono, nella stessamaniera , che l’altro , riducendoli a più
brevità del testo latino, e alla sua Fio-rentina favella , come a ciò più accon-cia, a suo credere, che l’Italiana, oTo-scana , che vogliam dirla , indirizzandocotesti ancora al Senator Baccio Valori ,cui aveva già donato il primiero. A mo-tivo di evidente brevità ebbe la sofferen-za di compilare le lettere del testo lati-no con quelle del suo volgar Fiorentino ,e in tale arnese lasciò uscire i detti cin-que libri da lui traslatati , accoppiando1 ’un testo ali'altro . A imitazione di luividesi di là a molti anni , prima però ,che comparisse tutto il volgarizzamentodel Davanzati , andare alle stampe la Vi-ta di Giulio Agricola , scritta da Tacito ,con la traduzione in lingua Toscana diCristoforo Rosario da Spoleti , uomo giànoto per quella delle VI. Commedie diTerenzio p e l’edizione ne fu fatta in Ro-ma per l'erede di Bartolommeo Zannettinel 1625. in quarto . Se in questa tradu-zione il Rosario non ebbe la pazienza dicontar le lettere per abaco, ebbe però 1’avvertenza di far sì , che le righe cor-rispondessero di pagina in pagina a quel-le dell' originale , usando parole di puralingua Toscana , o Italiana , che val lo"stesso, e stando lontano da quelle del vol-go Fiorentino, chiamate Fìorenteneria dalMuziop di che come di vocabolo goffo, esuo , fu deriso dal Davanzati, al qualemeglio sarebbe piaciuto quello di Fioren-tinità ; vocabolo per altro niente men gof-fo , e niente meno straniero ali’orecchiodi chi usa dirlo Fiorentinismo. Ma Fioren-teneria, come peggiorativo di Fiorentinis-mo, fu messo in campo, non senza il suoperché, dal buon Muzio , che ne sapevadi lingua, Italiana però, non Fiorentina,al pari di ogni altro . Parlare Fiorentine-sco lo chiamò il Paffavanti , come in de-rilione, per esser pieno di vocaboli squar-ciati , e smaniosi.