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Tomo secondo.
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zgó Bilbioteca della Eloquenza Italiana.

(i) - - - Le opere con la traduzione del Davanzali in volgarFiorentino , polla a rincontro del testo latino con le po-stille del medesimo, e le dichiarazioni di alcune voci me-no intese. In Firenze per Pietro Ne/ti 1637. in foglio.

(z) - - - E con gli Aforismi di Baldasiàre Alamo Varienti, tras-portati dalla lingua Castigliana nell’Italiana da GirolamoCanini con la traduzione di Adriano Politi, e la sua Apo-logia, e dichiarazione di alcune voci più difficili . In Ve-nezia presso i Giunti 1618. in 4. grande.

(i) Il Sign. Canonico Salvini { Fastipa%. 230. ] scrive con molta squisitezzadel Davanzali, tacciando il Baillet, chelo riprese dopo aver copiato forse l 'Eritreonella Pinacoteca Ilio num. ovili, perchéquello è l’uso di molti compilatori dizibaldoni, di andarsi fedelmente copian-

Note di Apc

(1) Questa edizione ci dà la traduzio-ne di tutte l’opere di Tacito, da moltistudiosi desiderata , ma per varie cagionitrattenuta , e impedita , dopo la mortedel Davanzati, seguita in Firenze ai XXIX.di Marzo nel 1606. La morte non gli per-mise ripulirla, e correggerla, ma alcunivalentuomini, affezionati alla memoria dilui , e per zelo ancora del ben comune,e della loro favella , impiegarono ognisforzo , e ogni mezzo , onde l’opera sistampaste nel miglior modo , che si fostepotuto , e la dedicarono al Principe Leo-poldo de' Medici , sottoscrivendosi i De-putati .

(«) Il Signor Canonico Salvini ha scrit-to con molta squifitezza , o sia con moltaesattezza, del Davanzati, e ’1 fu Abate suofratello ne ha giudicato con molto sen-no. Nella traduzione di lui la brevità diTacito comparisce , ma la gravità non viè sostenuta . Il Davanzati , con averlasparsa a man piena d’idiotismi, l'ha ren-derà men nobile, e piti oscura del testo,al quale conviene, che di quando in quan-do faccia ricorso chi legge, per ben capir-lo. Il Politi non ne ha sentenziato diver-samente , scrivendone al Cavalier NiccoloSacchetti ( Lettere pag. 363. ediz- dì Vin. ) ,soggiugnendo ancora , che 1* ostinarsi delDavanzati in provare, che la nostra lin-

do l’un l’altro . Confessa perù il SignorCanonico, che il suo proprio fratello nonera favorevole al Davanzati (a).

(2) La versione del Politi in linguaSanese , più volte lodata dal Pignoriamfu prima stampata a parte in Roma, eindi in Venezia (b).

stoio Zeno.

gua sia capace di maggior brevità di quel-lo, che sia la latina, era contro al vero,e contro ali’autorità di Dante nel Con-vivio, e contro la quotidiana esperienza.Quanto alle voci basse,, e disusate, e aigerghi della plebe, usati dal Davanzati ,egli ben ne conobbe il difetto, e però nelfine della sua versione registrò per via d’alfabeto la dichiarazione delle voci menointese, e vi sostituì le comuni, che spessospesso sono ancora più brevi dell’altre, on-de senza pregiudicio del suo principale in-tendimento potea valersene, e al sito pro-prio riporle. Lodo, che si arricchisca lalingua di tali merci ; ma quello non erail mercato proprio da esporle ; e peròassai avvedutamente le pose in Fiera ilgiovane Buonarroti in quella sua capric-ciosa Commedia. Parlino con esse la Nen-cia, la T ancia, il Malmantile, e i com-ponimenti burleschi , non gli scrittori dicose gravi, e massimamente d’Istorie. NelVocabolario si è fatto un ricco spoglio ,e questo ancora potrebbe accrescersi deiFiorentinismi del Davanzati.

(6) Nella prima edizione Romana perLuigi Zannetti 1603. in decimoseflo , ilPoliti non espose il suo nome ; anzi que-reloflì nell’ Apologia , che gli fosse statalevata la maschera nella ristampa di Ve-nezia, che su quella di Roberto Megliet «

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