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Tomo secondo.
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Ly8 Biblioteca della Eloquenza Italiana.

(1) Solino delle cose maravigliose del mondo, tradotto da Vin-

cenzo Belprato. In Venera presso il Giolito 1557. in 8.

(2) L’Istoria de’Romani di Sesto Roso, tradotta dal Conte Vin-

cenzo Belprato con l’Aslioco del dispregio della morte, diPlatone, tradotto dal medesimo. InF'torenga per BernardoGiunti 1550. in 8.

L’Istorie d'Entropio, tradotte di Patino in lingua Italiana.

In Venera prejso il Tramenino 1544 .in 8. ferrea traduttore .Ammiano Marcellino delle Guerre de’Romani , tradotto daRemigio Fiorentino. InVinegia prejso il Giolito 1550 .in 8.{3) L’Istorie dì Paolo Diacono , seguenti a quelle d’Entropio,tradotte di latino in volgare da Antonio Renullo . In Ve-nezia presso il Tramenino 1548. in 8.

Note di Apostolo Zeno.

Napoli, stampato più volte , ma dappri-ma in Venezia per Niccolo Gianfone nel 1471.in foglio grande . Non si erano ancoravedute le dotte emendazioni di Pltnio(Ca-Jìigationes Plinianie ) del benemerito Er-molao Barbaro, e però dovette W'Landìnolavorare la sua versione sopra testi aliaiguasti di quell’autore : laonde merita scu-sa, se nella sua traduzione siasi corso unformicajo di sbagli , e di errori , i qualitutti non ebbe modo di tome via Anto-nio Bruciati > scelto a purgarne l'operanella edizione del Giolito , al quale anchela indirizzò nell’edizione , che questi nefece l’anno 1543. in quarto: ma egli vo-lonteroso di averne un volgarizzamento mi-gliore, fece capo al Domenichi , il qualesi raccomandò primieramente a PietroOr-Jtlago da Lucca , e indi a Pompeo deltaBarba da selcia, da lui giudicati abili atanto peso ; ma per la morte del primo,e per l’andata del secondo a Roma permedico di Pio IV. il Domenichi cedè fi-nalmente alle replicate istanze del Gioli-to , da cui era salariato, e presa l’ope-ra sopra di sè, la condusse a fine, comedalla suddetta prima edizione apparisce .

(1) * E ivi 1559. in 8.

Il libro fu dato in luce da LodovicoDolce con una dedicazione allo stesso Vin-cenzo (anzi Gio. Vincenzo ) Belprato, Con-te di Averla , e nobilissimo Cavaliere nelregno di Napoli, ove la sua famiglia erapassata da Valenza col Re Alfonso I. diAragona.

(2) Non bisogna mettere in dimentican-za il lodevole esempio , datoci più volteda Monsignore, di palesare il merito dicoloro , ai quali siam debitori della pub-blicazione degli altrui scritti. Lo ha dal-la presente traduzione il tante volte ri-cordato Lodovico Domenichi.

(z) Nel frontispizio del libro non silegge il nome del traduttore ; ma questosi trova espresso nel principio della tra-duzione: Di Paolo Diacono delti Fatti de ’Romani aggiorno ad Eutropio , TRADOT-TO di latino in volgare da BENEDETTOEGIO da Spoleti . Che cosa pertanto haqui a fare ANTONIO RENULLO ? Dovemai il nostro Fontanini ripescò questa sin-golar notizia, che costui autor fosse del-la suddetta traduzione ? Nel privilegioforse conceduto dal Senato al Tramezzi-no? Veggiamolo. 1547. die 14. Aprilis inRogatis. Che al fedel nostro Michele Tra-mezzino sìa concesso , che per anni X. pros-simi non sìa licito ad altri che a lui sen-za permissione sua stampar , ne far stam-par le ORAZIONI di CICERONE contraVerrem TRADOTTE di latino in volgareda Messer ANTONIO RENULLO ec. Do-po ciò stendesi il privilegio al Tramezzi-no per altri libri da stamparsi da lui ,fra i quali non fa più comparsa il Re-nullo, fuorché di volgarizzatore delle Ver-rine di Cicerone, trasformato dal Fonta-nini in volgarizzatore delle Istorie ài Pao-lo Diacono a pregiudicio dei vero lor tra-duttore Benedetto Fgio .