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Tomo secondo.
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'La Filosofia. z8z

(0 Le due regole della Prospettiva pratica di J aC0 pò Baroccida Vàia co Cementar) di Egnazio Danti . In Romapresso il Zannettt iz8z. in foglio.

{ 2 ) Dell’Uso e delia fabbrica dell’Astrolabio , e del planisferiocon la giunta dell’uso e della fabbrica di nove altri stru-menti astronomici , di Egnazio Danti. In Firenze per liGiunti 1578- tn 4.

(z) General trattato di numeri , e misure di Niccolò Tarta-glia . In Venezia per Cardio Ttojano 1356. Parti VI.•voi. I. in a.

Note di Apo

era dell’Ordine di Santo Stefano, ove fuammesso ai III. di Maggio i;8z. e l’ope-ra vien posta da lui sotto la protezionedel Granduca Ferdinando de’Medici.

(1) * E ivi nella stamperia del Ma-liardi 1644. trifoglio, ediz-il.

Se ne ha una terza di Bologna ; ma èstata assai gradita la quarta di Veneziaper Pietro Battaglia 1743- pure in foglio,con figure pulitamente intagliate in ra-me. Il Danti, che fu Perugino , e FrateDomenicano, indi Vescovo di Alatri, nonsolo contentò il Vignala, ma ne scrisse laVita, chequi ali’opera, e al suo contentoè premessa . Il Vignala morì in Romaai VII. di Luglio nel 1573. e ’i Danti inAlatri ai XIX. di Ottobre nel rz86. steli’età sua XLIX.

(2) * - - Trattato dell’uso e della fab-brica dell’ Astrolabio , con la giunta delplanisferio del Rojas, a Don FerdinandoCardinal de’Medici . In Fiorenza appressoi Giunti 15 69. ì n ediz- I.

volume (solamente) dell’uso e fabbrica dell' Astrolabio, nuovamen-te ristampato, e accresciuto in molti luo-ghi, con 1 aggiunta dell’uso e sabrica dinove altri istromenti astronomici , a Don■Francesco de’Medici II. Granduca di To-scana. Ivi 1578. in 4 - edizione 11. accre-sciuta. .

L’ultimo dei nove iftroincnii astronomi-ci è V Anemoscopio veYtìc#l? - ° dima-tiratore dei venti, ritrovato dal Danti ,

stolo Zeno.

e pubblicamente fabbricato in Fiorenza ,e in Bologna , nella cui Università leggeaMattematica. Egli ne fece la prova pres-so Giambatisla Cini in una amenissimavilla, detta delle Rose, e lo descrisse inlatino, ma qui non se ne ha, fuorché laversione Italiana di Pierantonio Castaidi,che in tal guisa fi chiama appiè della let-tera da lui scritta a Lorenzo Costa , manel titolo del Trattato si nomina Pieran-tonio Castani . La descrizione del Planis-ferìo del Rojas occupa la quarta Partedell’Opera, in VI. Parti divisa. Era que-sto un istrumento assai antico usato dagliArabi , dai quali il Rojas ne trasse lamaggior parte, e perché il Danti lo co-nobbe molto comodo , e facile a far conesso ciascuna operazione del suo Astrola-bio, ne volle mostrar Fuso in questa suaopera, terminata da lui con la Diottra d’Ipparco per misurare la grandezza del dia-metro de’ Pianeti , e delle Stelle fisse , econ l’ Armilla equinoziale di Claudio T0-lomeo, utile a far le osservazioni sopra lagrandezza, e la misura dell’anno.

(3) Questa edizione , solita legarsi perla gran mole dell’opera in tre volumi ,che con poca proprietà si ridurrebbono aun solo , non è in quarto , ma in soglio ;e fu fatta parte nel 1556. e parte nel 1560.Il Fontanini non ha registrato né V Eucli-de, né altre opere mattematiche di que-sto dotto Bresciano , che tutte meritava-no di esser qui mentovate.

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