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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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giorno moltiplicando per modo, clic al traduttore benanche già si conviene quello che fu detto del grecoscrittore: Postentate suum crescere sentit opus.

Niuno certamente avrebbe pensato che il Monti, uscitovincitore da sì glorioso cimento, volesse deporre gliallori poetici per entrare nelle scuole della Gramatica,e piegare quella sua gran forza di fantasia e quellasua innata impazienza a minute ricerche intorno allapurità delia lingua. Di che gli deve essere tanto piùgrata l’Italia , poiché ne provenne l’ottimo effetto clicquesti studii, dopo 1’ omaggio prestato loro da sì ec-celso scrittore, non sembrarono più indegni di qua-lunque più forte ingegno , e cessò l’ingiusto spregioin cui molti affettavano di avere un’ arte coltivata conamore dai Greci c dai Latini ; e che fra i moderni,tenuta precipuamente in onore dai Francesi, ha servitoin modo tanto maraviglioso a diffondere generalmentela loro letteratura. L’edizione del Vocabolario dellaCrusca fatta in Verona dal celebre Antonio Cesari ,colla giunta d’ un gran numero di vocaboli e di frasirazzolate negli autori de’ primi secoli della lingua, ele più di nissun uso per la moderna favella, diede alMonti l’impulso ad entrare nell’arringo, richiamandola sua attenzione sopra coteste materie. Egli scrisseallora nel Poligrafo il famoso Dialogo del Capro; cvolse in ridicolo le strane parole accettate dal Cesarinel suo Vocabolario in un altro Dialogo fra il Trcn-tuiw, il Trcutasei , il Quarantasei *, ed in un terzo

* Questo fu dapprincipio fatto girare per Milano in un opuscolo sufoglio volante; e da tutti gli esemplari crasi levata 1’ indicazione delluogo e dello stampatore, tagliandone l’estremità del margine, ove a bellaposta era stata impressa per adempiere le leggi sulla stampa. L’impres-sione, se non m’inganno, crasi fatta in Romagna . Ed ignorandosene al-lora l’autore, e vedendosi come vi era difeso l’onore della Toscana e