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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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fi a il Dottor Quaranzei c il Compare Trenta-prusor-uno, spruzzando la filologia del sale di Luciano, emostrando quale accurato scrittore di prosa ci sapevaessere volendo, giacche nelle Prolusioni e nelle Letteresul cavallo alato d 3 Arsirne aveva posto niente, piùche ad altro, alla forza del dire.

Tornata la Lombardia dopo il 1814 sotto il cle-mentissimo scettro dell’Austria , piacque con saggioconsiglio a chi presiedeva al governo di queste pro-vìncic, d’esortare 1’ I. R. Istituto ad occuparsi dellacompilazione del Vocabolario italiano . Venne perciòinvitato il Monti a porre le fondamenta della neces-saria riforma ; il che egli fece nell’opera che mode-stamente intitolò Proposta di alcune correzioni edaggiunte al Vocabolario della Crusca, la quale videla luce Ira l’anno 1817 ed il 1824 in sei volumi, enel 1826 venne accresciuta d’un’Appendice. La ra-gione del lavoro c i modi opportuni per soccorrere aibisogni della favella sono discorsi nell’ eloquentissimalettera proemiale scritta al marchese Trivulzio, fervidocultore di questi studii. Associossi poi all’ opera l’esi-mio conte Perticaci suo genero, il quale adornò laProposta di due scritti veramente aurei, il Trattatodegli scrittori del Trecento ,c l ’Apologia del! amor pa-trio di Dante e del suo libro intorno il volgare elo-quio. Da quanto il Monti ragiona e dimostra col per-petuo esame del Vocabolario , chiaro apparisce che ilperfezionare la favella, la quale è lo stromcnto cheserve a manifestare ed a propagare i tesori dell’umana

iloll’antica Accademia della Crusca , vi fu chi spacciava eli’ esso era la-voro di un Fiorentino Accademico. Presto però venne in chiaro esserneautore il Monti, il quale già nel Poligrafo aveva scritto il dialogo delCapro.