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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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mente, non è cosa da popolo, nè da Gramalici chenon siano mai entrati ne’ penetrali della Filosofia. Maquando il popolo, servendo al bisogno, ha trovato isegni per esprimere colla voce le idee, ed i G ramaticigli hanno raccolti, il farne la scelta, il regolarli, 1’ in-segnarne col fatto il. vero uso, e il preservarli dallacorruzione spetta ai sapienti di tutta una nazione. Edanzi in questi soli sta il diritto di creare i vocaboli,allorché essi, riferendosi alle scienze od alle arti, tra-scendono T ordinaria capacità degli uomini che mainon furono in esse iniziati. La trascuranza di questiprincipii e la soverchia deferenza agli usi volgari, eprincipalmente a quelli del popolo di Firenze , ha sparsodi moltissimi errori la grand’ opera della Crusca, i qualisi sono andati di mano in mano travasando dalFunaedizione nell’altra, c sono passati ne’Vocabolari chehanno per fondamento quello degli Accademici. Un’ am-pia messe di tali errori fu raccolta dal Monti e postain piena luce col soccorso della Critica accompagnaladalle Grazie della lingua c dello stile : c quelle sueosservazioni intorno a false interpretazioni di vocaboli,a citazioni sbagliate, a strafalcioni di stampe e di co-dici, clic di loro natura sarebbono aride e fredde, rie-scono oltremodo piacevoli pel garbo col quale sonodettate. Saporitissimi soprattutto sono i frequenti Dia-loghi, pe’ quali il Monti aveva grandissima maestria eduna decisa predilezione. Quindi al comparire di que-st’ opera fu concorde il volo dei più clic a lui davanovinta la causa, a malgrado di qualche abbaglio eli’ eglimedesimo amò di riconoscere e di confessare. Ma nonmancarono taluni clic alzarono la voce in difesa delleantiche preoccupate opinioni c delle pretensioni mu-nicipali. Dispiacque ad altri eziandio quella splendida