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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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bile, dalla quale non sapea contenersi il Monti quandoìncltcvasi in campo contea un avversario, qualunqueei si fosse. Comunque però sia di ciò, e comunques’arrabatti la genia di coloro che si fanno volontaria-mente ciechi contea la verità, le dottrine poste dalMonti nel fatto della nostra lingua sono inconcusse,e come tali vengono ormai riconosciute dalle Alpi allapunta estrema di Lilibeo. Onde a lui principalmentesi deve quella felice rivoluzione che dopo la Propostaabbiamo veduto operarsi nella materia della favella edello stile.

A questi studii del Monti per la correzione del Vo-cabolario appartengono le due operette pubblicate, l’unanel 1810, ed intitolata: Due Errata Corrige sopra untesto classico del buon secolo della lingua, e vale adire sul Volgarizzamento delle Pistole d* Ovidio datoin luce dal dottor Luigi Rigoli accademico della Cru-sca; e l’altra nel i8n3 col titolo: Saggio dei molti egravi errori trascorsi in tutte le edizioni del Convitodi Dante , che servì come di preludio all' edizione diquest’opera deli’Alighicri, che si fece prima in Milano *c poi in Padova cogli auspizii c coll’ opera principal-mente del signor marchese Trivulzio.

Ma il Monti non era immerso per modo nelle ri-cerche sulla lingua, le quali per altro gli costaronoassai tempo e fatica grandissima, che a quando a quan-do non producesse alcuni bei frutti della sua Musa.

* Questa venne in luce nel 1827; c poiché il Monti era caduto in-fermo, cd al Trivulzio mancavano l’agio, fu dato a me l’incarico di scri-vere la Prefazione in nome degli editori, c mi fu anche lasciata la curadi compilare le note da mettersi in piede di pagina c di sopravvegghiarela stampa. La revisione del testo crasi già fatta in comune dal Trivul-zio, dal Monti e da me, essendo ad essi piaciuto di chiamarmi a partedi quel lavoro, che il Trivulzio promoveva con ogni ardore.