Buch 
1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
Seite
XXXIX
JPEG-Download
 

XXXIX

Così nel 1810 scrisse la Cantata il Mistico (maggioper l’augusto Arciduca Giovanni, e per la Maestà dcl-l’Imperatore il Ritorno d’Astrea nel 1816, c XInvitoa Pallude nel 1819. Dettò ancora le dite leggiadris-sime anacreontiche sul Cespuglio delle rose, e la Can-zone e i Sonetti raccolti nel 1822 sotto il titolo diSollievo nella malinconia, poiché gli aveva compostitrovandosi in Pesaro afflitto da grave malattia all’oc-chio destro, cagionatagli forse dall’assidua applicazionesui testi di lingua, e principalmente sul Vocabolariodella Crusca, che lesse intero e postillò nell’ edizioneveronese. A queste composizioni seguirono l’Ode no-bilissima per nozze illustri veronesi, in cui tocca dellamorte del conte Perticali avvenuta con tanto suo luttoe con sì grave danno delle italiane lettere, e l’altraper le nozze Butti e Calderara. Ma che il fuoco poe-tico non fosse in lui spentone dagli studii gramaticali,nè dall’aggravarsi dell’età, dimostrollo ancor più nelbellissimo Idillio in versi sciolti, Le Nozze di Cadmo ,col quale celebrò nel 1825 le sponsalizie delle ultimedue figlie del marchese Trivulzio . Nello stesso annofece anche prova di tradurre in ottava rima la contesadi Agamennone con Achille , ossia il principio dei-fi Iliade . Equi non vinse sè stesso, perocché la nudamaestà del verso sciolto è la sola che si conviene allalarghezza dello stile omerico , il quale rifiuta gli or-namenti ed i ceppi della rima: ma diede assai benea divedere in quest’ esperimento (cui tentò senz’animodi proseguire) ch’egli sapeva superare ogni difficoltà,e non lasciare eh’ altri gli mettesse il piede innanzitrattando qualunque metro. Da ultimo nelle nozze Du-razzo e Costa di Geuova compose il Sermone sullaMitologia in versi che spirano il brio della gioventù