SONETTI
Per Monaca.
Che mai non puote in cor forte cd invittoLa libertà? Per lei fé’la latinaVergine sul cavallo il gran tragitto,Solcando ardita F onda tiberina.
Per lei Roma discese in rio conflittoNella campagna etnisca e salentina :Atene aneli’ essa per salvarne il drittoTinse di sangue il Piar di Salamina.
E tu, ritrosa Donzcllctta c schiva,
Cinta d’ispido vcl, tronca la chioma,Sol per desio d’imprigionarli viva,
Vorrai da sacro laccio avvinta e domaPerder la bella libertà nativaDi cui fur sì gelose Atene e Roma ?
Donzella, il giorno che sul tuo bel visoTutta la gloria del grand’atto ardca,
E una luce gentil di ParadisoTranquilla dai ridenti occhi piovea }
Qua de’ verd’ anni tuoi tristo e derisoLo stuol dolci lamenti a te spargea,
E là dogliosa sul tuo crin recisoLa disprezzata Libertà piangea.
Il Piacer lusinghiero i suoi funestiDiletti offriali fermo in sulle porte}
E colla mano ti scuotea le vesti.
Ma invan5 che tu, nel rischio invitta e forDel recinto fcdel l’uscio chiudesti,
E ne prese le chiavi in man la Morte.