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1 (1839) Poesie varie / di Vincenzo Monti
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SOSTE TTI

A monsignor Ferdinando SpinelliGovernatore di Roma.

Questa, che muta or vedi a te davanteStarsi con fronte rispettosa e china,

Questa ò y signor, ravvisane il sembiante ,

La popolai- Licenza tiberina.

Questa è colei che, schiva e intolleranteDi Consolar severa disciplina,

Fé’ temeraria tante volte e tanteTremar la prisca Autorità latina.

Tu la freni, e di pace infra i tranquilliTrionfi or sei del Tebro in sull’ areneDei Cesari più grande e dei Camilli ;

Che il frenar di costei l 1 ira e l’orgoglioVanto è maggior, che in barbare cateneTrarre i Galli e i Sicambri al Campidoglio.

A Climene Teutonica (S.E. la marchesa Maria MaddalenaTrotti Bevilacqua), a cui l’Autore mandò da leggerealcune poesie d’argomento amoroso.

Climene, o Ninfa, o Dea , che incisa staiD’Arcadia bella sulle sacre piante,

Ove pur anco rammentando vaiLa divina armonia del tuo Cornante :

Leggi i carmi che dianzi io meditai

D’ un mirto all’ ombra desolato amante )

Ma guarda ben che ancor non gli avvezzaiAlla sublime idea del tuo sembiante.

Quando il calor d’ un’ amorosa spene

Detta i teneri accenti al labbro c al cuore,Tutti sanno cantar le proprie pene.

Ma il canto vii d’un misero pastore

Voler che piaccia all’immortai Climene,

E peggio assai che delirar d’ amore.